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Cerqueto InForma

Storia, cultura e vita di un paese

Archivio per ". Il passato tra storia e leggenda" Rubriche


Paesaggio: storia e memoria del tempo – Le cascate del Fosso di Cerqueto

Nel sito di Antonio Palermi “auaa.it” (espressione ascolana, città dell’autore, ma anche cerquetana, usata per esprimere stupore di fronte ad un avvenimento o panorama di particolare bellezza) si parla delle  “cascate del fosso di Cerqueto”. Le cascate si trovano in un luogo impervio ai confini dei territori di Cerqueto e Pietracamela.  In inverno sono spesso ghiacciate a causa della  perfetta esposizione a Nord. Sono  posizionate non lontano dalla fonte de “li Urë”, che, come suggerisce il nome, ha la stessa  esposizione.

(continua…)

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Da Canili a Cerqueto

Diceva bene Giulio Di Nicola in una sua poesia,  Ma cerchi e rovisti indarno storia che fu, Cerqueto non trovi giammai;. Ricostruire la storia di Cerqueto e le sue relazioni con l’insediamento abbandonato di Canili con la sua chiesa di S. Maria, presenta molte difficoltà proprio per l’assenza di saggi archeologici e specifici studi. (continua…)

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Mio padre … Classe 1911

“ La guerra è una brutta bestia, da qualsiasi parte la vuoi considerare “  Frase che  spesso  ho sentito  dire da mio padre; parole che, nel ricordo dei  suoi pochi racconti, con il passare degli anni, ho cercato sempre più di comprendere. Avevo tre anni quando mio padre tornò definitivamente a casa, dopo la prigionia nel lager tedesco.  Nel dopoguerra c’era poco da raccontare. Bisognava lavorare e cercare di ricostruire quello che la guerra aveva distrutto, famiglie e cose. Rare volte ho chiesto a mio padre di raccontarmi quei terribili anni perché avevo la sensazione che non volesse trasmettere a me e al resto della famiglia le paure e le brutture vissute. Ho sempre conservato gelosamente tutti i suoi documenti e gli appunti personali, da quando nel giugno del 1982 si spense definitivamente nella sua Cerqueto, nella casa dove era nato. Ho sempre rimandato, anno dopo anno, il desiderio di sistemare tutto tra i classici album fotografici e contenitori per documenti. (continua…)

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Jack, il nonno americano.

La soffitta della mia vecchia casa di Cerqueto custodisce tanti oggetti fuori uso: vecchi mobili, giocattoli, attrezzi da lavoro, utensili del babbo. Appena ho un po’ di tempo, mi piace curiosare tra quelle cianfrusaglie piene di ricordi . Mi fanno sentire la presenza delle mie care persone, che non ci sono più. Tra tanti oggetti trovo giornali coperti da un lieve strato di polvere. Uno mi colpisce. E’ ingiallito  e scritto in inglese. Nella prima pagina ritrae una foto dei nonni, che io affettuosamente chiamo “americani”, mentre stanno salendo sulla scaletta di un aereo. (continua…)

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Oh, cari Santi del mio paese! S.Biagio tra leggenda, storia e tarallucci

Un ricordo vivo della mia lontana infanzia sono i tarallucci di S.Biagio. Il giorno prima della festa del 3 febbraio , nonna Maria prendeva la tiella di rame, ripulita col sale e l’aceto, per cuocere i tarallucci, che mamma preparava sopra la “splanatura” in belle file, come tanti soldatini. (continua…)

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I tre consigli… del saggio!

Francesco viveva in un bel paesino, alle pendici di un alto monte, con grandi querce e con ulivi, abbarbicati ai terreni scoscesi, ricoperti di erbe e fiori che, a primavera, facevano bella mostra di colori che inviavano profumi nell’ aria argentina. (continua…)

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Le carrozze senza cavalli


“Verrà un’epoca in cui le carrozze cammineranno senza cavalli e gli uomini voleranno nell’aria come uccelli. Saranno costruite sbarre di ferro e mostri di ferro latreranno attraverso le radure. E tutte le terre saranno  ricoperte di fili. Il mondo diventerà irriconoscibile. (continua…)

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Un sacrificio inutile

Un piccolo paese come Cerqueto ha dato un grande triste contributo alla guerra del 1940-43. Mi riferisco alla perdita di un notevole numero di vite umane. Molti giovani, arruolati come alpini nella gloriosa Divisione Julia  hanno partecipato alla campagna di Russia e non sono più tornati. Di questi giovani, forti, robusti, rosei, sono rimasti solo pochi resti associati a “fredde piastrine metalliche” di riconoscimento. Altri sono stati fatti prigionieri in Africa ed in Grecia, molti sono morti sulle loro navi insieme all’intero triste equipaggio. Siamo in piena guerra e le perdite navali nel periodo dal giugno 1940 all’8 settembre 1943 sono ingenti. Gli equipaggi risultano tutti dispersi. (continua…)

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MARISCIA’ ! …. YA ! ! … PR’SENT

Ci saranno migliaia di foto ricordo di “Marisciall” (Abramo Moretti  nato nel 1920 … “ma quant’ ahi’?”  …. “so d lu vint fatt li cunt” !!) ma così elegante forse poche!

E’ veramente elegante, cravatta!, vestito lungo al punto giusto!, pulitissimo! Profumatissimo !… e sorriso del vincitore! (continua…)

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La Storia e Fiorino

Anche l’Abruzzo fu duramente attraversato dalla Seconda Guerra Mondiale. Nei piccoli paesi e nei villaggi montani, per via del loro naturale isolamento, sicuramente la guerra fu meno sentita nei suoi aspetti più eclatanti,  ma il dolore e l’offesa che l’odio razziale e  i sentimenti disumani che l’accompagnarono, come  d’altronde accade sempre durante le terribili esperienze di guerra, vivono ancora nella memoria individuale e collettiva di queste nostre piccole realtà rurali. (continua…)

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GUERRA IN LIBIA: Caporale Mazzetta Antonio – Genio Speciale Trasmissioni

Mazzetta Antonio (“lu falignam” per molti e “lu gnor mastr”) Caporale del Genio Speciale Trasmissioni – Comando Superiore 144^a Compagnia Marconisti – Battaglione Collegamenti Comando Superiore – Secondo Raggruppamento Genio Speciale – Comando Superiore Forze Armate Africa Settentrionale (C. S. FF. AA. A. S.) – Governo Generale della Libia, il 17/1/1941 fu assunto in forze nella 144 ^a Compagnia Marconisti – Stazione A/350 “Brescia” – Copostazione Caporal Maggiore Gibertini – assegnata al comando della Divisione Operante “Brescia”. (continua…)

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Storie di cardatori – Le marchigiane di Cerqueto

La vita dei cardatori di lana era sicuramente atipica: dura,  per i continui, quasi giornalieri, spostamenti,  ma per la stessa ragione, mai monotona. Avevano Infatti la possibilità di frequentare  realtà differenti a secondo della zona in cui si trovavano, di conoscere luoghi, storie, credenze e leggende locali e naturalmente  conoscere moltissime persone. A volte facevano amicizia  con ragazze con le quali potevano nascere storie, che potevano sfociare nel matrimonio e di conseguenza condurre la vita di famiglia a Cerqueto oppure nel paese della moglie. (continua…)

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Amare gocce di memoria

Sin da bambina mi piaceva andare da “Zi Nena”, la zia Elena, sorella di papà, una zia splendida, buona e brava con i paesani e,  soprattutto, come naturale, con noi, suoi nipotini. Aveva tutto la zia Elena, ricordo le sue pagnotte profumate e croccanti e i suoi bei merletti, che avrebbero adornato le bianche lenzuola, in parte tessute da lei, e stese sul prato per essere “curate” dal sole e dal sapone fatto in casa con i rimasugli del maiale, ucciso ogni anno intorno alla fine di dicembre. (continua…)

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L’intruso

Nella vecchia casa di Cerqueto ho una grande libreria. Dico libreria, in verità è un vecchio scaffale a muro ricavato da una parete e sistemato con tavole di querce lavorate minuziosamente da papà. Qui sono conservati libri, giornali, quaderni che sono le “sudate carte” dei componenti la mia famiglia…un vocabolario di latino, un’antologia, una letteratura italiana e …via dicendo. Poi tanti quaderni:  con le copertine nere, i più vecchi, delle mie sorelle, e poi i miei più colorati, più vivaci, più recenti. C’è persino una vecchia enciclopedia “Curcio” sostituita ormai da un moderno pc. Si,  perché su wikipedia c’è tutto! (continua…)

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Un’operazione temeraria

Vissuto fino alla veneranda età di 97 anni,   mio nonno, Luigi Ruscio, tataruossë, classe 1876, era un formidabile narratore e riusciva sempre a catturare  l’attenzione degli ascoltatori con i racconti della sua vita. Con lo sguardo perso nel ricordo di un passato in cui tutto era più difficile e i problemi di sopravvivenza erano all’ordine del giorno, i suoi racconti  a volte erano quasi incredibili …. Storie scritte nel nostro tempo, scolpite nelle nostre menti e nei nostri cuori , racconti che ci permettono di rivivere un tempo molto lontano dagli odierni stili di vita.

(continua…)

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Le confessioni di un cerquetano!

Ero poco più che trentenne e lavoravo come aiuto   turbinista  presso la Centrale idroelettrica di S. Giacomo e,  a dire il vero, il posto che occupavo non mi dispiaceva affatto. Ero un turbinista  affezionato al mio lavoro,  anche con qualche soddisfazione. Avevo avuto modo di frequentare la scuola per corrispondenza  Radio Elettra e poi la Scuola Svizzera di Luino e mi ero appassionato allo studio della radio, in quel periodo  ancora molto poco diffusa e non solo a Cerqueto. A volte mi cimentavo anche a costruirne qualcuna per gli amici cerquetani. Mi davo da fare anche a vendere radio riceventi. (continua…)

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Prigionieri in America

   

Dopo l’odissea del 2 dicembre 1942 nel mare Mediterraneo, che vide il tragico annientamento del convoglio H e nella quale riuscì a stento a salvarsi la vita insieme a solo duecento militari, mentre altri tremila non trovarono alcuno scampo dalla terribile carneficina, le vicissitudini di guerra di Giuseppe Mastrodascio si incrociarono con quelle del paesano Beniamino Mazzetta. (continua…)

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Storie di cardatori – La disfida tra Cìcch’tàunë e la poetessa

Tra i tanti lanari ancora in vita durante gli anni della mia infanzia, ho un vago ricordo anche di Rocco Di Matteo, a quell’epoca ormai un anziano che camminava curvo, un po’ come il personaggio di Zì Dima nella novella “la giara” di Pirandello. (continua…)

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La mitica signora Peppa



(continua…)

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La grande abbuffata

Oggi si chiama “Sopravvivenza”,  sono tre giorni  di “ritiro spirituale”, mentre ai miei tempi c’era un giorno dedicato ad una   grande mangiata in montagna, ai prati di Cerqueto, in compagnia di amici e parenti. (continua…)

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Antenati cardatori

Potrà sembrare strano, ma per alcuni secoli e fino ad arrivare a pochi decenni fa, l’economia di Cerqueto si è in gran parte retta grazie ad un mestiere che oggi è del tutto scomparso e che molti neppure sanno sia mai esistito: quello del cardatore di lana.

Chiunque sia originario di Cerqueto,  ha quasi sicuramente almeno un antenato cardatore, detto anche “ lanaro”. Uno cioè che, insieme ad altri compagni di viaggio, emigrava “per regni esteri” (lo Stato Pontificio, il Granducato di Toscana ecc.) alcuni mesi nell’arco dell’anno, camminando a piedi  con sulle spalle i “ferri” per cardare la lana, valicando i Monti della Laga e poi battendo a tappeto tutti i paesi che incontrava lungo i tragitti sperimentati negli anni, alloggiando, lavorando, mangiando e dormendo in quelle case dove i proprietari avevano necessità di cardare la lana per ricavarne successivamente tessuti ed abiti . Si esprimevano con uno strano gergo, “la trignine”, inventato per parlarsi ed accordarsi tra compagni di lavoro, senza farsi capire da chi li ospitava. (continua…)

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Storie di cardatori: Il destino comune di due fratelli

Diversi anni fa, in una delle visite che allora spesso facevo all’Archivio di Stato di Teramo, perché mi incuriosiva e mi interessava indagare l’antica documentazione relativa a Cerqueto, mi imbattei in un particolare  documento cartaceo, custodito nella sezione anagrafe.  Era l’atto di morte originale  di Pisciaroli Attanasio.
Secondo il documento, Attanasio ed Egidio Pisciaroli erano due fratelli, nati nella prima metà del 1800 e abitanti presumibilmente al Rione Casale, proprio nell’area dove oggi c’è la piazza. Come molti altri a Cerqueto, oltre a svolgere gli abituali lavori agricoli e di allevamento, nei periodi autunnale ed invernale esercitavano anche l’attività di lanari. (continua…)

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Due amiche inseparabili

E’  una calda giornata di luglio del 1925. I campi  di grano, seccato al solleone, sono pronti per la mietitura e ricoprono le  fertile terre dei Canili, da sempre fonte di sostentamento per i cerquetani.   Per  una vita percepita  attraverso la terra e i frutti della terra, per un’ agricoltura esercitata solo con mezzi rudimentali,  è una giornata esemplare, dedicata all’alimento principe, il grano. Molte sono le donne che si dedicano alla mietitura e il lavoro è anche un’occasione per riaffermare i valori di vita comuni, i vincoli di solidarietà, di speranza, di amore. (continua…)

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Da Cerqueto ai cieli del Mediterraneo e poi … tante peripezie!

La guerra è finita, gli alleati, inglesi e americani, stanno sbarcando in Sicilia e in Puglia. Dodici divisioni tedesche partiranno dal Brennero verso il sud  per rafforzare la linea difensiva, a fianco dei nazisti! Noi abbiamo salvato la pelle, ora dobbiamo cercare di ritornare nelle nostre case, alle nostre famiglie! Non c’è altro da fare qui!“Con queste parole nel settembre 1943 il capitano della squadriglia della 4a Divisione Bombardamento Terrestre “Drago” , del 43o Stormo della Regia Aeronautica con sede a  Novara,  di  cui faceva parte l’aviatore Quintino Di Matteo,  “congedò” i  suoi soldati.  Fu un saluto responsabile e caloroso. Era  stato da poco reso noto l’armistizio dell’8 settembre  concluso da Badoglio con gli alleati. (continua…)

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Lino Bianchini tra gli schiavi di Hitler

Non ci furono soltanto la Shoah e i partigiani, Cefalonia e Auschwitz durante la seconda guerra mondiale, ma tante altre resistenze, con e senza armi, come quella dei lavoratori “volontari” in Germania e tante altre storie ignorate.

1944 – 1945   RheineWestfalen, Germania

A Rheine finì Lino Bianchini, classe 1925, tra il 4 giugno del 44 e il 3 aprile del 45 come collaboratore forzato dei tedeschi. Anche lui aveva “scelto” il lavoro in  Germania per non farsi arruolare e  sottrarsi alla disponibilità di Hitler e Mussolini. La scelta della prigionia di questi giovani militari non fu certo una scelta facile e il NO all’adesione a favore di Hitler e  Mussolini fu altrettanto difficile.  A quella generazione di italiani era stato insegnato per vent’anni a dire “sissignore”. E poi si sentivano  degli sconfitti che avevano vissuto il fallimento del regime fascista in cui erano cresciuti, la misera fine delle guerre di Mussolini, lo sbando delle forze armate dopo l’8 settembre, il tradimento del  re e di Badoglio. Ciò nonostante, sbandati e delusi,   preferirono la prigionia agli appelli a passare dalla parte di Hitler e Mussolini. Una scelta per la patria senza maiuscole, una resistenza senza armi. (continua…)

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Cerqueto: specchio del cuore

Bisogna essere muniti di lente d’ingrandimento e vivacità di cuore per restare conquistati dalle piccole, vere, delicate cose del minuscolo, grande mondo di Cerqueto. Non ho vissuto l’infanzia in questo paesino, periodo della vita in cui l’incanto è infinito e i primi ricordi rimangono impressi forti, profumati, indelebili (come quelli che Lena mi ha raccontato: il vento forte, le bufere, la neve che chiudeva gli usci, il fuoco del camino che rischiarava la cucina della casa-museo, i tantallinghe, che facevano capolino dal soffitto, il cambio scarpe, dopo le corse giù per i prati a  prendere il postale  per recarsi a scuola). (continua…)

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2 dicembre 1942, i giorni seguenti

Continua il racconto di Giuseppe Mastrodascio sulla   Drammatica battaglia nel canale di Sicilia.

La notte del 2 dicembre del 1942 erano ben quattro i convogli che, dai porti della Sicilia, trasportavano le truppe in Africa. Tre di questi arrivarono a destinazione, mentre il convoglio “H”, sul quale era imbarcato Giuseppe Mastrodascio, fu distrutto.

(continua…)

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Abruzzo come destino

Io non so se esiste il destino, so soltanto che ho incontrato per caso l’Abruzzo
e non l’ho mai più lasciato, mi ha voluto. (continua…)

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Il paesaggio racconta

Il paesaggio racconta leggende e storie locali tra loro legate che, disciolte dai loro intrecci, fanno affiorare  con tutta evidenza fatti che ad un primo sguardo restano celati e incomprensibili.    (continua…)

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2 Dicembre 1942


DRAMMATICA BATTAGLIA  NEL CANALE DI SICILIA:
racconto  di guerra di Giuseppe Mastrodascio

(continua…)

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