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Cerqueto InForma

Storia, cultura e vita di un paese

Archivio per "Il passato tra storia e leggenda" Rubriche


La notte santa


paglLu conte di Pajare, possessore di tutte le terre di Cerqueto, abitava in un grande castello, con la sorella vedova e il figlio di questa. La sorella sperava che suo fratello non si sposasse mai, così il figlio avrebbe potuto ereditare tutto. Ma un giorno “lu conte”, andando a caccia, per i boschi, incontrò una fanciulla e la sposò.

Figuratevi la rabbia della sorella! Pochi mesi dopo le nozze il conte dovette partire per le Crociate. “Tornerò” disse alla giovane moglie “e saremo felici tra i nostri monti”. (altro…)

Il gallo cedrone, un simbolo del passato

Maschio di gallo cedrone- Ph. Jacopo RigottiDel gallo cedrone ormai nessuno sa più niente e nessuno lo conosce dalle nostre parti.  Il gallinaceo, chiamato  cedrone  in quanto il colore delle piume del maschio ricorda quello delle foglie verdi del cedro, ha un nome scientifico molto significativo, Tetrao Urogallus, che ci riporta ai boschi antichi e remoti. Il nome  greco Tetrao significa ”che schiamazza”  e si riferisce ai versi del gallinaceo durante le parate amorose; Urogallus sembra voler ricordare un bue selvatico europeo scomparso, dunque vorrebbe significare per estensione  grosso gallo oppure uro, come prefisso, potrebbe riferirsi alla bellezza della coda.

Nel corso dell’ultimo secolo la montagna  è stata trascurata, è stata abbandonata la selvicoltura e con essa  sono state abbandonate le cure del suolo. (altro…)

La storia della provincia di Teramo e il suo sviluppo in simbiosi con la natura

scansione000111Il prossimo 25 maggio non si voterà per i Consigli Provinciali. É la prima volta che ciò accade dal 27 maggio 1951, quando si svolsero le prime Elezioni Provinciali mediante un sistema elettorale misto, proporzionale e maggioritario. Per l’abolizione definitiva delle Province è necessaria la riforma del Titolo V della Costituzione. Per il momento le provincie sono trasformate in enti di secondo livello per tutte le funzioni che i Comuni non possono svolgere singolarmente, altre funzioni passeranno agli Enti Regionali.  Già dalla Costituente si prevedeva un percorso di graduale spostamento di competenze dalle Province alle Regioni, nate per essere un contrappeso al governo centrale e c’è anche una vasta letteratura che mette in relazione federalismo e democrazia diretta. Abbiamo votato per la prima volta per i Consigli Regionali  nel 1970, quindi sono quarantaquattro anni  che è stata fatta la riforma regionale,  ma non è certo il caso di parlare di democrazia diretta né, nel nostro caso tutto italiano e nonostante  gli enormi poteri concessi,  i problemi specifici delle nostre Regioni sono stati finora risolti in modo pertinente. Restano  irrisolti i macroscopici problemi del sud del paese. Per le Regioni, tutte, più che di gestione democratica della cosa pubblica  è il caso di parlare di quasi un migliaio di Consiglieri che con tutto il contorno di amici e amici degli amici hanno rappresentato  finora i veri svuotatori delle casse dello stato.

Tra le riforme approvate ultimamente, apprezzabile è la nascita delle Città metropolitane, che prende in considerazione realtà territoriali particolarmente complesse, quali quelle metropolitane,  che  richiedono certamente strumenti di governo adeguati. Bisogna tener conto dell’estensione di fatto delle città e ridisegnarne la burocrazia  alla luce delle nuove esigenze.

Ma veniamo alla storia della nostra provincia di Teramo, una provincia che rappresenta una unione organica di natura e storia, un bene legittimo della nazione, che merita di essere ricordato per le sue origini antichissime. La provincia di Teramo è un territorio ben circoscritto da fiumi, monti e mare.   E’ stata determinata dagli avvenimenti storici  ma anche dalle condizioni economiche e geografiche del territorio che vanno di pari passo con gli avvenimenti storici. E il racconto della sua storia può partire da molto lontano, dai remotissimi tempi italici quando i piccoli  territori avevano una vita indipendente. Allora il Praetutium era una piccolissima repubblica e Interammia Praetutiarum ne era il centro. Il  toponimo, attestato presso vari popoli osco-umbri e trasmesso attraverso la lingua latina, dal significato tra i [due] fiumi (inter-amnis), veniva usato per riferirsi a diversi centri abitati italici. Anche quando la potente Roma distrusse i singoli piccoli stati riducendoli a  Provincie, pro victae (a favore delle terre conquistate), Interamnia continuò ad essere a capo di questo nuovo organismo. (altro…)

San Gabrielë mi, aiutëcë tu!” Il miracolo San Gabriele

san gabriele 3Nel tardo pomeriggio del 28 Febbraio 1862, la salma del confratello Gabriele dell’Addolorata fu tumulata nella tomba della Comunità Passionista, ubicata, all’epoca, sotto il pavimento della vecchia basilica, com’era uso e costume del tempo. Anche a Cerqueto i morti venivano sepolti in una fossa comune, sotto il pavimento della chiesa fino a quando, per motivi d’igiene e per una legge, che richiama alla mia mente i “Sepolcri”di Ugo Foscolo, fu costruito il Camposanto e “inaugurato”, si fa per dire, dal padre di nonna ‘Solina. Negli anni la pia curiosità di vedere come fossero rimaste le spoglie di un confratello morto in odore di santità (come Giovanni Paolo II), spinse coloro che avevano conosciuto Gabriele in vita a calarsi nella tomba e tutti testimoniarono che il cadavere era quasi intatto e riconoscibile. L’esumazione del corpo di San Gabriele avvenne 30 anni dopo la sua morte alla presenza delle autorità locali e del frate Silvestro che l’aveva conosciuto da vivo.

I miracoli che portarono il giovane Passionista agli onori degli altari furono due: la guarigione di Maria Massarella e la guarigione di Domenico Tiberi.  (altro…)

Il silenzio della steppa

La disastrosa campagna di Russia della seconda guerra mondiale è troppo vicina per  essere dimenticata. I caduti cerquetani sul fronte russo, Agostino Mastrodascio, Antonio Ruscio e Arcangelo Misantoni del btg. L’Aquila, e Pasquale Mazzetta, del Gruppo Montebello, se fossero sopravvissuti,  avrebbero avuto rispettivamente 99, 96, 91 e 102 anni. Qualcuno potrebbe ancora essere in vita, godere dell’affetto dei nipoti e godere di buona memoria, una memoria che li avrebbe magari perseguitati e tormentati, come capita spesso a chi è stato  massacrato dalla guerra. Il viaggio in Russia, a cui ho partecipato, dal Don  a Nikolajewka, svoltosi a piedi per circa 200 km, organizzato dall’alpino veronese Renato Buselli nello scorso agosto, sulle orme della storia e della memoria, ha rappresentato una sensibile  evoluzione nella comprensione dei fatti ed è stato anche un tentativo di far rivivere le giovani vite spezzate, seppur solo per breve tempo,  attraverso lo sguardo di ciò che hanno guardato, calpestando la stessa terra. I viaggi, se non sono turistici, contengono sempre  un briciolo di folle illusione! Nessuno meritava di essere ricordato più di loro, simbolo dell’atroce silenzio che la storia ha creato intorno a loro e  intorno ad altri 100.000 compagni sepolti  dal silenzio della steppa. “Datemi una spinta dal balcone, fate in modo che mi rompa una gamba, così non parto”. (altro…)

Back to our roots!

Forgive me, I’m not a writer… I was not born in Cerqueto nor do my parents hail from that region of Italy. Born and raised in Montreal, I was always aware and proud of my Italian roots, having parents and extended family  leaving the Molise region in the early Fifties to settle and start a new life in Canada. Italy was spoken in soft nostalgic tones and a far-away look would be evident on those that chose to begin their lives in a strange land. Like so many others, Italian was spoken at home, Italian music played on the radio and stories told and retold  by nonni and parents alike. This filled my soul growing up and somehow I felt Italian even though I studied in English and French. I’m a proud Canadian yet have felt the same nostalgia for Italy that immigrants have felt. I cannot explain it , my love for the homeland is innate – if I could, I would indeed visit every summer! (altro…)

La leggenda di Santa Reparata sul Gran Sasso e le Verginelle

Il primo a parlare di Santa Reparata nel suo Martirologio fu Beda il Venerabile. La dodicenne giovinetta, di nobile stirpe, fu perseguitata, martirizzata e uccisa dagli sgherri di Decio, Imperatore romano, il giorno 8 ottobre del 250 d.C., perché si era rifiutata di sacrificare agli dei pagani ed aveva manifestato la sua fede in Gesù di Nazareth, che la sua anima raggiunse in Paradiso, sotto forma di una bianca colomba. Il suo culto si diffuse, durante il Medioevo, in molte città europee ed in molte località italiane. In Francia, a Nizza, dove sorge la bellissima cattedrale di Sainte Réparate, una leggenda narra che il corpo della Santa sarebbe arrivato in quel luogo su una barca guidata da angeli, dopo che gli aguzzini l’avevano mandata alla deriva. Anche la chiesa più famosa di Firenze, Santa Maria del Fiore, era stata intitolata a Santa Reparata dal vescovo Zenobio quando i Fiorentini, per intercessione della Santa, riuscirono a respingere gli Ostrogoti. (altro…)

La “paura” del mio bisnonno Matteo Di Matteo

Le leggende popolari cerquetane sono pieni di storie di fantasmi e apparizioni, legati alla paura, al ricordo di persone care scomparse, alla necessità di giustificare in qualche modo gli eventi. Storie insolite che si sono pian piano consolidate nella tradizione, voci che vengono da un passato ormai molto lontano. (altro…)

Oltre la rete della prigionia

In Libia,  1939-40

Nel 1939, all’inizio del secondo conflitto mondiale, la Libia, colonia italiana, era militarmente impreparata. Il Governo italiano, pur avendo dichiarato la non belligeranza, provvide subito a potenziarne l’apprestamento militare con l’invio di nuovi rinforzi. Stanislao Mazzetta, matricola N. 870,   soldato di leva, classe 1918,  già congedato il 24 giugno 1938, fu richiamato alle armi il 15 febbraio 1939 e arruolato nel 45o Reggimento Artiglieria Cirene. Inviato immediatamente  per la vestizione al 14o Reggimento  D. F. di Bari, partì per l’Africa Settentrionale e   raggiunse Bengasi il 29 febbraio, con imbarco a Napoli. (altro…)

San Rocco: vita, leggenda e “catëllë”

Verso la metà del 1300, a Montpellier, nel sud della Francia, da Juan e Liberè della famiglia Delacroix, nobile e benestante, nasce Rocco.

I genitori lo considerano subito un dono del cielo sia perché essi erano ormai attempati e non l’aspettavano più sia perché il bambino portava impressa sul petto dalla parte del cuore una croce rossa: un segno indelebile, precursore di singolare destino.
La famiglia permette al giovane di intraprendere gli studi importanti. Rocco sta per laurearsi in medicina quando perde entrambi i genitori. Per il dolore interrompe gli studi, dona il bel patrimonio parte allo zio Bartolomeo e parte ai poveri, indossa l’abito del Terzo ordine francescano e diventa il “pellegrino di Dio” alla volta di Roma. (altro…)

Il Monte frumentario

”Lu mondë”, il locale sottostante la vecchia scuola elementare di Cerqueto nel rione Colle, attualmente gestito dalla Pro Loco, , si può considerare, a buon diritto, per i tempi passati, il simbolo della vita sociale, culturale ed economica del paese. Unico luogo di ritrovo e di incontro, è stato utilizzato in vari modi e adattato alle diverse esigenze nel corso di tutto il secolo XX. (altro…)

Paesaggio: storia e memoria del tempo – Le cascate del Fosso di Cerqueto

Nel sito di Antonio Palermi “auaa.it” (espressione ascolana, città dell’autore, ma anche cerquetana, usata per esprimere stupore di fronte ad un avvenimento o panorama di particolare bellezza) si parla delle  “cascate del fosso di Cerqueto”. Le cascate si trovano in un luogo impervio ai confini dei territori di Cerqueto e Pietracamela. In inverno sono spesso ghiacciate a causa della loro perfetta esposizione a Nord. La cascata più grande presenta il notevole salto di circa 25 metri. Sono  posizionate non lontano dalla fonte de “li Urë”, che, come suggerisce il nome, ha la stessa loro esposizione.

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Da Canili a Cerqueto

Diceva bene Giulio Di Nicola in una sua poesia,  Ma cerchi e rovisti indarno storia che fu, Cerqueto non trovi giammai;. Ricostruire la storia di Cerqueto e le sue relazioni con l’insediamento abbandonato di Canili con la sua chiesa di S. Maria, presenta molte difficoltà proprio per l’assenza di saggi archeologici e specifici studi. (altro…)

Mio padre … Classe 1911

“ La guerra è una brutta bestia, da qualsiasi parte la vuoi considerare “  Frase che  spesso  ho sentito  dire da mio padre; parole che, nel ricordo dei  suoi pochi racconti, con il passare degli anni, ho cercato sempre più di comprendere. Avevo tre anni quando mio padre tornò definitivamente a casa, dopo la prigionia nel lager tedesco.  Nel dopoguerra c’era poco da raccontare. Bisognava lavorare e cercare di ricostruire quello che la guerra aveva distrutto, famiglie e cose. Rare volte ho chiesto a mio padre di raccontarmi quei terribili anni perché avevo la sensazione che non volesse trasmettere a me e al resto della famiglia le paure e le brutture vissute. Ho sempre conservato gelosamente tutti i suoi documenti e gli appunti personali, da quando nel giugno del 1982 si spense definitivamente nella sua Cerqueto, nella casa dove era nato. Ho sempre rimandato, anno dopo anno, il desiderio di sistemare tutto tra i classici album fotografici e contenitori per documenti. (altro…)

Jack, il nonno americano.

La soffitta della mia vecchia casa di Cerqueto custodisce tanti oggetti fuori uso: vecchi mobili, giocattoli, attrezzi da lavoro, utensili del babbo. Appena ho un po’ di tempo, mi piace curiosare tra quelle cianfrusaglie piene di ricordi . Mi fanno sentire la presenza delle mie care persone, che non ci sono più. Tra tanti oggetti trovo giornali coperti da un lieve strato di polvere. Uno mi colpisce. E’ ingiallito  e scritto in inglese. Nella prima pagina ritrae una foto dei nonni, che io affettuosamente chiamo “americani”, mentre stanno salendo sulla scaletta di un aereo. (altro…)

Oh, cari Santi del mio paese! S.Biagio tra leggenda, storia e tarallucci

Un ricordo vivo della mia lontana infanzia sono i tarallucci di S.Biagio. Il giorno prima della festa del 3 febbraio , nonna Maria prendeva la tiella di rame, ripulita col sale e l’aceto, per cuocere i tarallucci, che mamma preparava sopra la “splanatura” in belle file, come tanti soldatini. (altro…)

I tre consigli… del saggio!

Francesco viveva in un bel paesino, alle pendici di un alto monte, con grandi querce e con ulivi, abbarbicati ai terreni scoscesi, ricoperti di erbe e fiori che, a primavera, facevano bella mostra di colori che inviavano profumi nell’ aria argentina. (altro…)

Le carrozze senza cavalli


“Verrà un’epoca in cui le carrozze cammineranno senza cavalli e gli uomini voleranno nell’aria come uccelli. Saranno costruite sbarre di ferro e mostri di ferro latreranno attraverso le radure. E tutte le terre saranno  ricoperte di fili. Il mondo diventerà irriconoscibile. (altro…)

Un sacrificio inutile

Un piccolo paese come Cerqueto ha dato un grande triste contributo alla guerra del 1940-43. Mi riferisco alla perdita di un notevole numero di vite umane. Molti giovani, arruolati come alpini nella gloriosa Divisione Julia  hanno partecipato alla campagna di Russia e non sono più tornati. Di questi giovani, forti, robusti, rosei, sono rimasti solo pochi resti associati a “fredde piastrine metalliche” di riconoscimento. Altri sono stati fatti prigionieri in Africa ed in Grecia, molti sono morti sulle loro navi insieme all’intero triste equipaggio. Siamo in piena guerra e le perdite navali nel periodo dal giugno 1940 all’8 settembre 1943 sono ingenti. Gli equipaggi risultano tutti dispersi. (altro…)

MARISCIA’ ! …. YA ! ! … PR’SENT

Ci saranno migliaia di foto ricordo di “Marisciall” (Abramo Moretti  nato nel 1920 … “ma quant’ ahi’?”  …. “so d lu vint fatt li cunt” !!) ma così elegante forse poche!

E’ veramente elegante, cravatta!, vestito lungo al punto giusto!, pulitissimo! Profumatissimo !… e sorriso del vincitore! (altro…)

La Storia e Fiorino

Anche l’Abruzzo fu duramente attraversato dalla Seconda Guerra Mondiale. Nei piccoli paesi e nei villaggi montani, per via del loro naturale isolamento, sicuramente la guerra fu meno sentita nei suoi aspetti più eclatanti,  ma il dolore e l’offesa che l’odio razziale e  i sentimenti disumani che l’accompagnarono, come  d’altronde accade sempre durante le terribili esperienze di guerra, vivono ancora nella memoria individuale e collettiva di queste nostre piccole realtà rurali. (altro…)

GUERRA IN LIBIA: Caporale Mazzetta Antonio – Genio Speciale Trasmissioni

Mazzetta Antonio (“lu falignam” per molti e “lu gnor mastr”) Caporale del Genio Speciale Trasmissioni – Comando Superiore 144^a Compagnia Marconisti – Battaglione Collegamenti Comando Superiore – Secondo Raggruppamento Genio Speciale – Comando Superiore Forze Armate Africa Settentrionale (C. S. FF. AA. A. S.) – Governo Generale della Libia, il 17/1/1941 fu assunto in forze nella 144 ^a Compagnia Marconisti – Stazione A/350 “Brescia” – Copostazione Caporal Maggiore Gibertini – assegnata al comando della Divisione Operante “Brescia”. (altro…)

Amare gocce di memoria

Sin da bambina mi piaceva andare da “Zi Nena”, la zia Elena, sorella di papà, una zia splendida, buona e brava con i paesani e,  soprattutto, come naturale, con noi, suoi nipotini. Aveva tutto la zia Elena, ricordo le sue pagnotte profumate e croccanti e i suoi bei merletti, che avrebbero adornato le bianche lenzuola, in parte tessute da lei, e stese sul prato per essere “curate” dal sole e dal sapone fatto in casa con i rimasugli del maiale, ucciso ogni anno intorno alla fine di dicembre. (altro…)

L’intruso

Nella vecchia casa di Cerqueto ho una grande libreria. Dico libreria, in verità è un vecchio scaffale a muro ricavato da una parete e sistemato con tavole di querce lavorate minuziosamente da papà. Qui sono conservati libri, giornali, quaderni che sono le “sudate carte” dei componenti la mia famiglia…un vocabolario di latino, un’antologia, una letteratura italiana e …via dicendo. Poi tanti quaderni:  con le copertine nere, i più vecchi, delle mie sorelle, e poi i miei più colorati, più vivaci, più recenti. C’è persino una vecchia enciclopedia “Curcio” sostituita ormai da un moderno pc. Si,  perché su wikipedia c’è tutto! (altro…)

Un’operazione temeraria

Vissuto fino alla veneranda età di 97 anni,   mio nonno, Luigi Ruscio, tataruossë, classe 1876, era un formidabile narratore e riusciva sempre a catturare  l’attenzione degli ascoltatori con i racconti della sua vita. Con lo sguardo perso nel ricordo di un passato in cui tutto era più difficile e i problemi di sopravvivenza erano all’ordine del giorno, i suoi racconti  a volte erano quasi incredibili …. Storie scritte nel nostro tempo, scolpite nelle nostre menti e nei nostri cuori , racconti che ci permettono di rivivere un tempo molto lontano dagli odierni stili di vita.

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Le confessioni di un cerquetano!

Ero poco più che trentenne e lavoravo come aiuto   turbinista  presso la Centrale idroelettrica di S. Giacomo e,  a dire il vero, il posto che occupavo non mi dispiaceva affatto. Ero un turbinista  affezionato al mio lavoro,  anche con qualche soddisfazione. Avevo avuto modo di frequentare la scuola per corrispondenza  Radio Elettra e poi la Scuola Svizzera di Luino e mi ero appassionato allo studio della radio, in quel periodo  ancora molto poco diffusa e non solo a Cerqueto. A volte mi cimentavo anche a costruirne qualcuna per gli amici cerquetani. Mi davo da fare anche a vendere radio riceventi. (altro…)

Prigionieri in America

   

Dopo l’odissea del 2 dicembre 1942 nel mare Mediterraneo, che vide il tragico annientamento del convoglio H e nella quale riuscì a stento a salvarsi la vita insieme a solo duecento militari, mentre altri tremila non trovarono alcuno scampo dalla terribile carneficina, le vicissitudini di guerra di Giuseppe Mastrodascio si incrociarono con quelle del paesano Beniamino Mazzetta. (altro…)

La mitica signora Peppa



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La grande abbuffata

Oggi si chiama “Sopravvivenza”,  sono tre giorni  di “ritiro spirituale”, mentre ai miei tempi c’era un giorno dedicato ad una   grande mangiata in montagna, ai prati di Cerqueto, in compagnia di amici e parenti. (altro…)

Due amiche inseparabili

 

E’  una calda giornata di luglio del 1925. I campi  di grano, seccato al solleone, sono pronti per la mietitura e ricoprono le  fertili terre dei Canili, da sempre fonte di sostentamento per i cerquetani.   Per  una vita percepita  attraverso la terra e i frutti della terra, per un’ agricoltura esercitata solo con mezzi rudimentali,  è una giornata esemplare, dedicata all’alimento principe, il grano. Molte sono le donne che si dedicano alla mietitura e il lavoro è anche un’occasione per riaffermare i valori di vita comuni, i vincoli di solidarietà, di speranza, di amore. (altro…)

Da Cerqueto ai cieli del Mediterraneo e poi … tante peripezie!

La guerra è finita, gli alleati, inglesi e americani, stanno sbarcando in Sicilia e in Puglia. Dodici divisioni tedesche partiranno dal Brennero verso il sud  per rafforzare la linea difensiva, a fianco dei nazisti! Noi abbiamo salvato la pelle, ora dobbiamo cercare di ritornare nelle nostre case, alle nostre famiglie! Non c’è altro da fare qui!“Con queste parole nel settembre 1943 il capitano della squadriglia della 4a Divisione Bombardamento Terrestre “Drago” , del 43o Stormo della Regia Aeronautica con sede a  Novara,  di  cui faceva parte l’aviatore Quintino Di Matteo,  “congedò” i  suoi soldati.  Fu un saluto responsabile e caloroso. Era  stato da poco reso noto l’armistizio dell’8 settembre  concluso da Badoglio con gli alleati. (altro…)

Lino Bianchini tra gli schiavi di Hitler

Non ci furono soltanto la Shoah e i partigiani, Cefalonia e Auschwitz durante la seconda guerra mondiale, ma tante altre resistenze, con e senza armi, come quella dei lavoratori “volontari” in Germania e tante altre storie ignorate.

1944 – 1945   RheineWestfalen, Germania

A Rheine finì Lino Bianchini, classe 1925, tra il 4 giugno del 44 e il 3 aprile del 45 come collaboratore forzato dei tedeschi. Anche lui aveva “scelto” il lavoro in  Germania per non farsi arruolare e  sottrarsi alla disponibilità di Hitler e Mussolini. La scelta della prigionia di questi giovani militari non fu certo una scelta facile e il NO all’adesione a favore di Hitler e  Mussolini fu altrettanto difficile.  A quella generazione di italiani era stato insegnato per vent’anni a dire “sissignore”. E poi si sentivano  degli sconfitti che avevano vissuto il fallimento del regime fascista in cui erano cresciuti, la misera fine delle guerre di Mussolini, lo sbando delle forze armate dopo l’8 settembre, il tradimento del  re e di Badoglio. Ciò nonostante, sbandati e delusi,   preferirono la prigionia agli appelli a passare dalla parte di Hitler e Mussolini. Una scelta per la patria senza maiuscole, una resistenza senza armi. (altro…)

Cerqueto: specchio del cuore

Bisogna essere muniti di lente d’ingrandimento e vivacità di cuore per restare conquistati dalle piccole, vere, delicate cose del minuscolo, grande mondo di Cerqueto. Non ho vissuto l’infanzia in questo paesino, periodo della vita in cui l’incanto è infinito e i primi ricordi rimangono impressi forti, profumati, indelebili (come quelli che Lena mi ha raccontato: il vento forte, le bufere, la neve che chiudeva gli usci, il fuoco del camino che rischiarava la cucina della casa-museo, i tantallinghe, che facevano capolino dal soffitto, il cambio scarpe, dopo le corse giù per i prati a  prendere il postale  per recarsi a scuola). (altro…)

2 dicembre 1942, i giorni seguenti

Continua il racconto di Giuseppe Mastrodascio sulla   Drammatica battaglia nel canale di Sicilia.

La notte del 2 dicembre del 1942 erano ben quattro i convogli che, dai porti della Sicilia, trasportavano le truppe in Africa. Tre di questi arrivarono a destinazione, mentre il convoglio “H”, sul quale era imbarcato Giuseppe Mastrodascio, fu distrutto.

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Abruzzo come destino

Io non so se esiste il destino, so soltanto che ho incontrato per caso l’Abruzzo
e non l’ho mai più lasciato, mi ha voluto. (altro…)

Il paesaggio racconta

Il paesaggio racconta leggende e storie locali tra loro legate che, disciolte dai loro intrecci, fanno affiorare  con tutta evidenza fatti che ad un primo sguardo restano celati e incomprensibili.    (altro…)

2 Dicembre 1942


DRAMMATICA BATTAGLIA  NEL CANALE DI SICILIA:
racconto  di guerra di Giuseppe Mastrodascio

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