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Cerqueto InForma

Storia, cultura e vita di un paese

Archivio per "Arte & Cultura &Tradizioni" Rubriche


Cinquantesimo Presepe Vivente, Cerqueto 26 dicembre 2016.

interno-cap2“Io sono di Cerqueto e me ne vanto, questo è il paese mio e l’amo tanto!”. Cantavo, piena di orgoglio,  da piccolina, in uno dei tanti stornelli tramandati oralmente di generazione in generazione, nella storia delle nostre famiglie.

Anche oggi, mi capita spesso di ricordare, assieme alla nonna Isabella, le canzoni e gli aneddoti che mi facevo raccontare, prima di addormentarmi o durante la consumazione dei pasti, come fanno i bambini per essere invogliati a mangiare, in una forma di “ricatto” se vogliamo, o di scambio. Come non essere fieri e riconoscenti verso una comunità sempre più piccola, ma grande in un certo senso, che riesce con uno sforzo notevole a realizzare una manifestazione tanto apprezzata e amata, anche dopo tanti anni?

pastoriLa cinquantesima edizione del Presepe Vivente, appena conclusa, ha fatto registrare un notevole successo di pubblico che ne ha potuto apprezzare, in un’atmosfera mite, quasi surreale, il grande valore artistico e cristiano.

Serata nitida, temperatura atipica rispetto al periodo natalizio, una piacevole brezza hanno favorito lo svolgimento del concerto, prima, e del presepe immediatamente dopo, mentre la folla si disponeva pian piano favorevolmente, per assistere, attonita ed entusiasta, all’evento dell’anno. Già, perché per il nostro Cerqueto e per tantissimi affezionati, esso rappresenta l’appuntamento per eccellenza che si attende e si prepara per tutto l’anno. (altro…)

Un ritorno magico a Cerqueto! I Genesis ed il Presepe Vivente

Tornare a Cerqueto per suonare in apertura del magnifico Presepe Vivente un anno dopo la performance del 2015 è stata per me un’esperienza sicuramente diversa dalla prima. In seguito alla grande sorpresa dell’anno precedente, quando mi ero trovato a suonare la musica magica e suggestiva dei Genesis in un luogo così particolare – dove la natura rivela tutta la sua intensità amplificata dalle note e dalle armonie del leggendario gruppo progressive rock inglese -, ritenevo difficile bissare sensazioni ed emozioni vissute quella volta.
E invece, complice anche  la proposta dell’amico Angelo Mastrodascio di variare leggermente il contenuto del mio spettacolo, la 50esima edizione del Presepe Vivente (2016) è stata per me ancora più appagante e soddisfacente della precedente.

Dal punto di vista prettamente musicale, la presenza del percussionista Mauro Mirti come ospite della performance pianistica – accanto a me sul palco approntato nella stalla davanti al bue e all’asinello, comparse attente e attive del concerto –  ha dato un impatto più teatrale al concerto, avvicinandolo molto alla visualità del Presepe Vivente. Anche la scaletta è cambiata rispetto all’anno scorso, i brani dei Genesis scelti erano quelli che funzionavano di più con l’accompagnamento percussivo e l’effettistica di pelli percosse e piatti in crescendo ha creato un cerchio magico tra noi, il pubblico accorso numeroso e la cornice del Presepe Vivente pronta a essere svelata dopo il concerto. (altro…)

Porterò sempre con me questo ricordo speciale!

_dsc7838Ho avuto la grande opportunità di partecipare alla cinquantesima edizione del Presepe Vivente di Cerqueto come personaggio importante della manifestazione ed è stata una preziosa ed intima esperienza. È stato singolare e allo stesso tempo toccante essere dietro le quinte e scoprire i segreti profondi che la nostra montagna cela per noi, suoi figli! Ho vissuto momenti quasi surreali ed onirici nel cambio di prospettiva; è uno spettacolo diverso e particolarmente emozionante trovarsi di fronte ad una moltitudine di persone che appaiono piccole piccole. Solo chi ha l’opportunità e l’occasione di partecipare in prima persona al presepe può capire! Da spettatore l’emozione è diversa; non si può immaginare  tutto  il lavoro che c’è dietro questo evento e quante emozioni può suscitare.

E poi ancor più belle ci sono le stelle ad illuminare il cielo ed a farti compagnia. Nei momenti di attesa, al buio, riesci a sentire il profumo della terra, il rumore del vento e il cuore che batte forte ad ogni ricordo e ti senti in ansia per quello che si sta per rappresentare. Le immagini di me bambina riaffioravano velocemente (come  tanti flash sulla mia vita passata), erano le lunghe passeggiate e le risate con  mio nonno Antonio, la radice che mi lega indissolubilmente a questa terra. (altro…)

Francesca Casolani, l’artista della “Natività” 2016

casolaniIl proposito  di chiedere a Francesca Casolani la sua  disponibilità a realizzare il dipinto per il cinquantesimo presepe vivente mi venne  visitando casualmente una sua mostra. Fui subito colpito dalla sua arte e dal suo modo di rappresentare le figure sacre. Non sono un intenditore e mi interesso pochissimo (anzi per nulla) dell’arte pittorica, però, come del resto penso succeda a tutti, posso essere attratto ed affascinato da alcune opere o rimanere completamente indifferente al cospetto di altre.

Della pittura di Francesca apprezzo il carattere altamente spirituale che riesce a trasmettere, forte forse di un’iconografia che fa pensare alle pitture medioevali o greco-ortodosse ed anche paleocristiane. Iconografie antiche, plasmate con tecniche pittoriche contemporanee, che creano a mio parere un mix avvincente, tale da trasportare la mente verso i misteri del sacro.Le forme pittoriche delle epoche storiche o delle religioni prima ricordate, interpretano infatti al meglio quel senso di enigmatico e di indefinibile che il mistero della spiritualità da sempre trasmette, attraversando secoli, ere e culture differenti.

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casolani-1casolani2Possono cambiare gli stili di vita delle società umane, influenzati per lo più dal progresso scientifico, ma l’esigenza del trascendente sarà comunque presente, anche perché la conclusione della vita terrena, la morte, ci sarà sempre, senza che nessuno possa farci niente. La spiritualità risponde allora al bisogno di sopravvivenza, di eternità e di infinito insito nella natura dell’animo umano. (altro…)

50 candeline per il Presepe Vivente di Cerqueto 2016! Un traguardo importante

PresepeViventeCerqueto2016

Correva l’anno 1966 quando ci fu la prima edizione del Presepe vivente  a Cerqueto! In seguito alla rinuncia della comunità di Pietracamela a realizzare il Presepe Vivente, per iniziativa  del parroco di allora a Cerqueto, Don Nicola Iobbi, e la collaborazione della comunità cerquetana si decise di approntare lo spettacolo a Cerqueto. Uno spettacolo che fu creato quasi a vista, nel giro di pochi giorni. E l’idea del Presepe Vivente si fuse immediatamente con l’idea di  “teatro-natura”  che aveva Bruno Misantoni. Certamente Bruno possedeva  la sensibilità artistica e, pur con i rudimentali mezzi a disposizione, con profonda dedizione fece si che fin da subito il Presepe Vivente di Cerqueto riscuotesse successo per la unicità del suo genere. Con la complicità del paesaggio, la magica atmosfera  delle luci, la potenza delle parole e della musica, in una scenografia naturale altamente coinvolgente, la rappresentazione  riusciva  sempre a riempire pienamente l’immaginario del visitatore.

Dopo la morte prematura di Bruno, nel corso degli ultimi trent’anni, con una sola interruzione,  nel 2005, dovuta alla messa in sicurezza del luogo, la rappresentazione è stata continuamente rivista ed arricchita. La manifestazione richiede sempre un programmato e meticoloso lavoro preparatorio e un elevato impegno, per creare le condizioni adatte all’evento cristiano. Straordinaria è la partecipazione della Pro Loco, che oltre che come figuranti, si prodiga nell’importante lavoro di preparazione, rivivendo e rinsaldando così la cultura delle tradizioni locali. La rappresentazione, negli ultimi anni, ha richiamato, in un continuo crescendo, migliaia di visitatori e turisti che hanno espresso giudizi altamente positivi grazie alla costruzione di uno spettacolo sempre nuovo e adeguato ai gusti che cambiano. E la sua realizzazione  ha rappresentato  anche l’occasione di un confronto di una comunità in profonda trasformazione. (altro…)

“La Natività”, genuinamente popolare, di Annunziata Scipione

" Natività" di Annunziata Scipione - Olio su tela 40x30 cm, opera realizzata per il Presepe Vivente di Cerqueto 2015Il dipinto, realizzato quest’anno per il manifesto della 49a edizione del presepe vivente di Cerqueto, è dell’artista Annunziata Scipione, novantaduenne  di Azzinano (Tossicia),  che, nonostante la veneranda età, trova ancora la volontà e la forza di rendere percepibile quello che la sua creatività e sensibilità  le suggerisce.
La pittrice non è una novità per le manifestazioni artistiche cerquetane. Già nel 200….. aveva onorato il Presepe Vivente di Cerqueto con un’altra sua opera e nel lontano 1974 aveva partecipato alla 9a Estemporanea di Pittura di Cerqueto  ricevendo il secondo premio.

Nella messa in scena dell’opera realizzata quest’anno, la pittrice di Azzinano si affida all’arte prettamente popolare e presepiale, o meglio all’espressione puramente naïf ,  e genuinamente riproduce la Sacra Famiglia  ambientandola proprio nella grotta di Cerqueto, utilizzata da diversi anni per la rappresentazione, completa di tutti i suoi elementi: l’asino, il bue gli angeli, perfino l’arredo. (altro…)

I Ferri di San Vito

ferri1Per guardarsi dagli iettatori o da cose che possano arrecare sfortuna si dice toccaferro. ”Il ferro, infatti, è  il metallo più usato per la difesa” (cfr P.Toschi, Il folklore, Milano, Touring, 1967, p. 87). Il ferro è metallo efficace anche contro il malocchio ed è ritenuto valido, altresì, per proteggersi da alcune malattie.

Nel teramano, a Cerqueto di Fano Adriano, si usavano “ i ferri di san Vito per la cura del mal di denti” (cfr. Aa  Vv, Tradizioni a Cerqueto,Teramo, Regione Abruzzo, Deltagrafica, 1983, fig. 134)

In Ciociaria, ad Arpino, i ferri di san Vito “guarivano dalla rabbia degli uomini e degli animali” (cfr. P. Toschi, op. cit., ivi).

Nell’aquilano, a Cocullo, il ferro  dello zoccolo della mula di san Domenico “usato fino alla fine del ’50 come amuleto propiziatorio veniva anche conficcato nel muro interno della casa,  per tenere lontano disgrazie e influssi stregoneschi” (cfr. Lia Giancristofaro (a cura di ), Il rituale di san Domenico a Cocullo, Ed. Rivista Abruzzese, Brandolini, 2007, p. 126). (altro…)

Schiacciapatate al museo di Cerqueto

Schiacciapatate in legno e in ceramica - (Tradizioni a Cerqueto - Regione Abruzzo -aprile 1983)Lo schiacciapatate fa parte dei micro-oggetti  della quotidianità. Morfologicamente è di struttura elementare. Si presenta come un sottile mattoncino con due maniglieidonee a pressare, o meglio a schiacciare le patate lesse per la preparazione degli gnocchi.

La singolarità della tecnica costruttiva lo rende anatomicamente funzionale e trasforma l’oggetto materiale in testimonianza culturale, perché in essa si riflette la sensibilità dell’artigiano che lo realizza e quella della popolazione femminile che lo usa. (altro…)

Il museo di Cerqueto arricchisce la sua collezione di strumenti musicali con un rarissimo piffero costruito in pietra della Majella dallo scultore Antonio Di Campli

Disegno di Vito GiovannelliZampogna e piffero sono aerofoni di considerevole importanza etnologica. Anche se oggi fanno parte di un  patrimonio musicale e culturale desueto, la loro morfologia  resta viva nella  memoria collettiva. Quando siano stati costruiti questi aerofoni di impiego prevalentemente pastorale  è  impossibile affermarlo con certezza. Il loro luogo di nascita pone tuttora problemi di  identificazione.  Le coordinate sulle loro origini non sono state ancora trovate. Nessuno, quindi, presumo è più in grado di dichiarare dove  siano stati realizzati i primi esemplari. Alcuni studiosi ipotizzano che siano nati in oriente, altri  sostengono in occidente.
Purtroppo, mancano le idonee  certificazioni per poter documentare luogo e data di nascita di entrambi gli strumenti.  Se si considera che tra le tre tipologie di pifferi uno dei più antichi è detto islamico si potrebbe propendere per l’oriente. Se fermiamo l’attenzione al centro Italia, area ricca di zampogne e di suonatori, sappiamo con certezza che in Abruzzo, oltre ai pifferi in legno sono stati foggiati, ultimamente, due pifferi in pietra: uno con venature chiare e uno con venature scure.
Conosciamo anche il nome del progettista: ( Aldo D’Anastasio) da Ortona e dell’ esecutore: (Antonio Di Campli), da Castelfrentano. Conosciamo anche il nome del musicista che ha suonato, per la prima volta, il piffero in pietra della Mayella: Mario Canci, di Chieti, che ha duettato con una zampogna cerquetana costruita da Giuliano Angelozzi, di Pianella.
L’operazione“pifferi in pietra” nasce per festeggiare la ripresa ad Ortona a Mare della tradizionale novena dell’Immacolata in occasione delle feste natalizie del 2014. Finora  l’unico aerofono in pietra custodito in un museo era un flauto policalamo peruviano conservato in Inghilterra nel Country museo di Merseyside,  contea inglese che ha come capoluogo Liverpool. Allo strumento conservato in Inghilterra deve ora essere aggiunto il piffero abruzzese costruito in pietra custodito nelle vetrine del Museo della civiltà pastorale di Cerqueto (Te) accanto alla zampogna cerquetana. (altro…)

Una collezione di preziose ceramiche in dono al Museo di Cerqueto

Ceramica di CastelliFin da bambino ho coltivato la passione per le ceramiche e per l’arte in genere, da quando per la prima volta mia madre, originaria di Fano Adriano, mi accompagnò a visitare Castelli,  splendido borgo ai piedi del Monte Camicia. Per tutta la vita mi sono interessato alle ceramiche abruzzesi e alle porcellane, e quasi in maniera maniacale le ho cercate e, quando le ho trovate, le ho acquistate anche all’estero.   Ho collezionato tantissimi pezzi, circa 300.

Nella convinzione che sia estremamente importante, oltre che gratificante, condividere il frutto delle proprie passioni con gli altri e certo che  il museo possa essere a tale scopo un punto di incontro significativo, in passato ho donato parte della raccolta al Museo di Castelli, un numero significativo di porcellane europee del 700 e dell’800, di cui il museo era sprovvisto. Un’altra donazione l’ ho fatta al Museo etnografico di Atri  come pure al Museo del costume di Sulmona.

Proprio questa attitudine mi ha spinto a donare la mia attuale collezione di ceramiche, circa 200 pezzi,  in deposito permanente, al Museo Etnografico di Cerqueto, non tralasciando il legame particolarmente forte che mi lega alla montagna del Gran Sasso. La collezione  riguarda principalmente la ceramica castellana e il suo sviluppo fin dal 700. Per secoli Castelli è stato all’avanguardia nella produzione delle ceramiche artistiche intercettando sempre le tendenze innovative e adeguandovi le tecniche costruttive.  A vario titolo le opere di Castelli sono presenti in tutti i più importanti musei del mondo: Louvre, British, Metropolitan, Ermitage, Bargello, Palazzo Venezia, Floridiana, per citarne alcuni. (altro…)

Unico esemplare dell’artista Gesualdo Fuina

Manufatto attribuito a Gesualdo FuinaIn occasione della compilazione dell’elenco della mia collezione di ceramiche per la  donazione al museo di Cerqueto  ho avuto l’opportunità di studiare in modo approfondito e attento un prezioso piatto in maiolica, proveniente da un palazzo nobiliare di Tossicia, reperito fortunatamente e acquistato tanto tempo fa.
Con soddisfazione e, senza nasconderlo, anche un pizzico di orgoglio, posso affermare che il manufatto può essere attribuito  a Gesualdo Fuina, notevole esponente della ceramica di Castelli,  nato nel 1755 e morto nel 1822. Il piatto faceva parte di un servizio da tavola, riconducibile all’ultimo decennio del secolo XVIII, dipinto a terzo fuoco.
La produzione di questo artista della ceramica segna la fine del tradizionale paesaggio barocco di intonazione aulica, tipicamente castellano.  Influenzato dalle decorazioni su porcellana, il Fuina,  utilizza nuove tonalità, come il verde tenero e il rosso, all’epoca sconosciute alla tradizionale pentacromia castellana.  L’artista sperimenta la tecnica della pittura a terzo fuoco su smalto bianco, leggermente azzurrato, e riporta sulla maiolica motivi ed effetti propri delle produzioni in porcellana all’epoca imperanti in tutta Europa. (altro…)

L’osso che canta

Flauto d'osso ovino. Disegno di Vito GiovannelliC’era una volta un misero vecchietto, solo con tre figli e  poveretto

“Per voi non ho niente, per il mondo andate

Abbiate fortuna, di me non vi curate”

Disse poi loro: “Son vostro padre, non dimenticate

E vostra madre in cuor sempre  portate”

Il più grande a tagliar legna andò, il secondo come vaccaro lavoro trovò

Il più piccolo il mondo  girò e in una grande città il bando del re ascoltò:

“Chi la penna dell’uccello grifone troverà, mia figlia certamente sposerà”

Una contadinella sapiente incontrò e l’uccello grifone gli indicò

La bella piuma fulva staccò e verso casa s’incamminò

Ingenuo e buono, il fratello maggiore cercò, della  penna gli raccontò

Poi gli disse” Se la figlia del re sposerò, son tuo fratello, t’aiuterò” (altro…)

LA DULCAMARA di Saro Gianneri

Solanum dulcamara in fiore - Ph. Giorgio BrazzoduroPovera cosa domenica sera

a gara con la luce delle scale

tre piani d’un fiato prima del buio

prima che resti incantato

allo spiraglio di luce alle vostre voci.

Addentare la vita come formiche

proprio così cresce la fame di vivere. (altro…)

La grammatica del cerquetano – Elementi di morfologia: sostantivi, articoli, pronomi personali, possessivi, dimostrativi.

downloadIn mancanza di regole grammaticali scritte  i dialetti non conoscono la uniformazione  e la compattezza delle lingue ufficiali standardizzate.  Le regole del dialetto non sono mai  regole del tutto fisse, sempre soggette ad una certa arbitrarietà dei parlanti.  Anche i dialetti dei piccoli centri come Cerqueto sono soggetti a continue modificazioni, contaminazioni  e adattamenti. Delinearne le regole,  non è affatto impresa facile. Obiettivo di questo lavoro è illustrare i caratteri principali e le peculiarità del nostro dialetto senza la pretesa di essere infallibile o di non cadere in contraddizione.

Va brevemente ricordato che il dialetto cerquetano, come gli altri dialetti abruzzesi del gruppo adriatico orientale, conserva le  impronte delle popolazioni locali italiche definiti sanniti ma è strettamente connesso al latino volgare.  Inevitabilmente anche i longobardi, gli spagnoli, i francesi e gli americani hanno lasciato nel corso dei secoli le loro influenze lessicali. (altro…)

La “Natività” di Carmine Di Giandomenico

"Natività" di Carmine Di GiandomenicoNel rispetto di una tradizione ormai consolidata, che prevede di affidare di anno in anno ad un artista abruzzese sempre diverso la realizzazione della locandina delle diverse edizioni del Presepe Vivente, la Pro loco della frazione Cerqueto di Fano Adriano ha commissionato l’immagine-simbolo della 48esima edizione all’illustratore Carmine Di Giandomenico. Teramano, classe 1973. Di Giandomenico ha davvero bisogno di poche presentazioni: artista di punta delle più importanti testate statunitensi di genere supereroistico, collaboratore della Sergio Bonelli editore, per la quale ha realizzato alcuni albi speciali del suo personaggio più famoso, Dylan Dog. In collaborazione con lo scrittore Alessandro Bilotta, ha realizzato Giulio Maraviglia, RomanoLa landa degli aviatori La Dottrina. Per la Marvel Comics, ha realizzato numerosi numeri di What if su personaggi come Capitan America e Wolverine.
Nel 2006 in collaborazione con il co-sceneggiatore Zeb Wells,  ha realizzato la miniserie da lui ideata e sceneggiata Battlin’ Jack Murdock“, le origini del famoso personaggio Daredevil, viste attraverso gli occhi del padre. Insieme a  Greg Pack creaMagneto: Testament“, dove viene narrata l’infanzia trascorsa nei campi di concentramento del noto mutante Magneto

Sceneggiatore oltre che disegnatore di storie in proprio, tra cui  Oudeis, una rivisitazione onirica dell’Odissea di Omero, ha affrontato tematiche delicate come quella della Shoah, l’autore della “Natività” è anche animatore culturale e promotore di eventi che hanno come scopo la diffusione e la promozione del media “fumetto”. (altro…)

I tre alberi

Ph. Franco PilatiNel sentire un coro che canta: “S’accendono e brillano gli alberi di Natale” mi torna in mente la leggenda dei tre alberi che ci raccontava mamma quando andavamo a cogliere le olive.

In cima ad una collina, proprio sotto il Corno Grande, nati da semi diversi trasportati dal gelido freddo autunnale, crescevano e vivevano tre alberi. Ogni tanto, attraverso lo stormire delle foglie, comunicavano tra loro. Una bella mattina d’inizio primavera parlavano dei loro desideri e delle loro future speranze.

(altro…)

Un raro cucchiaione di legno conservato nel Museo della civiltà pastorale di Cerqueto (TERAMO)


cucchiaione 11 Il cucchiaione di Cerqueto  costituisce,  per il museo  abruzzese  recentemente restaurato, una nota d’arte significativa. Certamente appartiene ad un’arte irrimediabilmente tramontata  per  via  del  declino della pastorizia
.

 Solitamente, all’apice di cucchiaioni,  forchettoni e mestoli di legno, realizzati dai pastori abruzzesi, si rinviene a tuttotondo l’immagine del galletto. Le diverse versioni del re del pollaio risultano testimonianze della sensibilità creatrice dei nostri pastori.  Va sottolineato che, in generale, le versioni del gallo costituiscono note fondamentali nell’ambito  delle lavorazioni di carattere  pastorale e di vari settori dell’arte popolare. (Cfr. Paolo Toschi, Arte popolare, Roma, Bestetti, 1960; Anna Barricelli, Forme e motivi decorativi nell’arte popolare, in Kalos, N°10, 1972, Milano, Gorlich).  Su uno dei cucchiaioni del Museo di Cerqueto, oggetto usato dai pastori per la raccolta della ricotta, si rinvengono, invece, incise sulle due facce del manico due figure femminili in semplice abito poderes. Il sintetismo è accurato e non balbettato. Le figure  presentano  risvolti di carattere compendiario; sono in parte aureolate, ma  non hanno carattere di sacralità. Non si tratta cioè di immagini di madonne protettrici o di sante patrone.  Potrebbe trattarsì  allora di  figurazioni  mitologiche.  Il segno che le determina, infatti,  ricorda l’immagine della Dea Luna, figura abbastanza presente nell’arte greca antica e abbondantemente riproposta nelle  arcaiche stele  rinvenute nel territorio archeologico della Daunia garganica, alle cui immagini i pastori di tutte le latitudini hanno fatto spesso riferimento, per la decorazione delle loro suppellettili da lavoro. (altro…)

Il Gallo Cedrone, un’opera in ferro battuto del Museo Etnografico di Cerqueto

.Il Gallo Cedrone, museo etnografico di Cerqueto (TE)1.  Gli studiosi di artigianato e di arte popolare sanno quanto siano stati utili, a datare dal 1861, gli interessi del desinger inglese William Morris  verso il lavoro artigianale e le arti applicate. Si deve proprio a Morris e alle strutture dell’Arts and Crafts Movement da lui promosse se i manufatti prodotti  a cavallo tra Ottocento e Novecento hanno assunto dignità d’arte e sono rientrati nel settore delle arti applicate. Affiancarono  William Morris anche altri designers. In breve, il rinnovamento inglese si allargò a tutta l’Europa.  Il gallo cedrone del museo di Cerqueto rientra, a pieno titolo, nel settore delle arti applicate.  Non è una scultura. E’ un bassorilievo sui generis  collocato  al centro di una grata in ferro battuto dal carattere marcatamente popolare. L’opera, di qualificata levatura artigianale, si presenta, soprattutto, come manufatto decorativo dove  la ripetitività  e la simmetria diventano  pregio e non difetto, mentre i girali delle aste rimandano alle simbologie del nodo.   Nessun uccello protegge il proprio nido più del gallo cedrone. Quindi l’autore della grata, con inveterata manualità e sensibilità, colloca il gallo cedrone a protezione di un’abitazione,  riponendo nella simulazione dell’agguato gli stessi  atteggiamenti che il gallo cedrone  assume a protezione del proprio nido. (altro…)

Gli idiofoni del Museo Etnografico di Cerqueto

1. Introduzione
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Tra lo strumentario popolare abbondano gli idiofoni. Le ragioni della loro consistente presenza tra gli strumenti musicali etnici risiedono nel fatto che sono facili da costruire e altrettanto facili da suonare.  Moltissimi idiofoni popolari, infatti, sono ricavati da oggetti casalinghi dismessi, che, con lievi riparazioni e aggiustamenti vengono trasformati in arnesi musicali  usati  in campo folcloristico. Sono, molto probabilmente,  i più antichi strumenti per fare musica. Solitamente gli idiofoni  accompagnano il canto o dirigono la danza.
Singolare nella famiglia degli idiofoni popolari è la campana,  strumento impiegato, soprattutto, per emettere segnali a distanza. Si cita a tal proposito l’uso di segnalare le ore, specialmente il mezzogiorno e il vespero, o chiamare a raccolta i fedeli. Se si esclude la realizzazione di xilofoni, di litofoni e di metallofoni, strumenti complessi suonati in orchestra, per la cui realizzazione occorrono mani esperte di liutai per realizzarli e musicisti provetti per suonarli, gli idiofoni di carattere popolare sono, ripeto, arnesi musicali  facili da costruire e agevoli da suonare:

a. per la loro realizzazione, infatti, non occorrono le mani del liutaio
b. per suonarli non bisogna ricorrere al musicista colto.

1.1  L’organologia ha suddiviso gli idiofoni in otto sottoclassi. L’etnoorganologia, invece, pur conoscendo la suddivisione dotta, ne usa, generalmente,  solo sei:

  1.  a scuotimento (sonagli del carrettiere, sonagli a cesto);
  2.  a raschiamento (struculatore, raschiatori di legno o di osso);
  3. a sbattimento (mattiaminte, trionfe, mascrilli  sistri a forchettone o a cruciarami);
  4.  a manovella (valichira, tiritappe, raganelle in canna con ancia idioglottide o in legno con ancia eteroglottide);
  5.  a concussione (cimbali,  nacchere, crotali, spadaccine tabelle, tentalenguile, castagnole);
  6. a frizione ( sega musicale, pigne, conchiglie dentellate). (altro…)

Vita e storia delle parole – Da valichirë a valchiera, a valëcatë

Località Capo le Vene presso Pietracamela, resti di un mulino con annessa una gualchiera. Ph. Giorgio BrazzoduroOgni parola rappresenta per noi una ricchezza, ha una sua storia che si intreccia con altre parole e inevitabilmente con altre storie . E il lungo viaggio che le parole hanno affrontato, nello spazio e nel tempo, anche spostandosi  da una lingua all’altra, da una comunità  all’altra, prima di arrivare fino a noi, merita  sicuramente  rispetto e approfondimento. Il rispetto, privo di qualsiasi pregiudizio, aiuta certamente la conoscenza e la conoscenza a sua  volta  alimenta il rispetto per tutto quello che è la nostra storia.

Ci sono delle parole,  parte del nostro lessico dialettale , che sono apparentemente senza importanza ma  che, ad una attenta e approfondita  analisi, ci riportano molto lontano nel tempo. Ripercorrere l’uso di queste parole, il loro tragitto, significa in un certo qual modo  ricostruire la nostra storia e magari  ricostruire le idee e i contesti culturali  che hanno prodotte determinate parole.

Il termine valichirë  è usato in Abruzzo per indicare un semplice strumento  musicale della classe degli idiofoni, strumenti che producono il suono per il tramite della materia di cui sono costituiti.  La valichirë, chiamata a Cerqueto tirëtappë 1 insieme ad altri strumenti altrettanto semplici come li crëllirë e li cartellë,  (raganelle e tabelle), sostituiva con il proprio suono le campane nell’annunciare l’inizio delle celebrazioni liturgiche e nel sottolinearne particolari momenti durante la settimana santa. Tirëtappë, illustrazione n. 136 - Tradizioni a Cerqueto - Regione Abruzzo/ Agricoltura e Foreste - Ente Provinciale per il Turismo/ Teramo  1983 -  A Cerqueto li valichirë, anche se sotto altro nome,  si suonavano principalmente due giorni l’anno, per l’appunto il venerdì e il sabato santo in occasione delle campane legate in segno di rispetto. Ce le ricordiamo tutti benissimo i ragazzi che, in gruppo,  muniti dei loro strumenti, quasi sempre realizzati dai genitori, attraversavano le principali vie del paese al grido di “Suona la prima volta  la funzione” …..e dopo 7-8 minuti “Suona per la seconda volta la funzione” … e poi ancora “Suona per l’ultima volta la funzione” facendo in modo che,  in completa sintonia, tutti i paesani si avviassero verso la chiesa per partecipare ai riti sacri. (altro…)

Stornelli vari

Orchidee spontanee a Colle Ceraso- Cerqueto - Ph. Giuseppe Bianchini

Fior di cipresso
Quant’è brutta la donna senza petto
Pare nu scudellarë senza piatti

Lu ben e lo malo fior di viola
L’amore di questanno costa caro
Le donne non mantengon le parole

Perdona mamma se ho commesso fallo
L’ho fatto per non rimaner zitella
Perciò devo sta attento al mio cavallo
Finirò tutto se mi lascia quello

A zocca  a zocca si coglie l’ulivo
A passo a passo nu grande cammino

Quando esce il sole esce rosso
Più si alza e più si colorisce

Fior di crugnalë
Si fosse malattia  fare l’amore
Sarebbe il mondo tutto un ospedale

Cerqueto è fatto a ferro di cavallo
Ci sta la gioventù col sangue bello

Noi siamo di Cerqueto e tanto basta,
E la legge la facciamo a modo nostro

Che jë so fattë a li parenti miei
Nu vecchio pe’ marito mi von dare
Io voglio un giovanotto di primo fiore

Chë vò fa la donna senza lu pïttë
Parë ‘nu scudellarë senza piattë

Piagnë la mammë ca la fijjë sposë
Jë se në va la stuta de la casa

Oh quanto sona bene stu ‘ricanetto
E chi lo sona è un bel giovanotto (altro…)

La leggenda di San Marcello

Inizia a parlare  la mamma di Marcello, dopo l’uccisione del figlio

Oh fijë, fijë levati ‘ssa vestë
Ca a casa mia
Nin gë së fa ppiù festë
Oh fijë, fijë, levati sì cruallë (collana di corallo)
Ca a casa mia nin gë së fa
Chiù ballë (balli)
Oh fijë, fijë levati sì ricchiinë (orecchini)
Ca a casa mia
Nin gë së fa ppiù fistinë
Oh fijë, fijë levati si calzettë
Ca t’ha traditë
Lu cchiù sanguë strettë
Oh fijë, fijë së të vu
Stà nghë mé
Mëjorë dë Marcellë
Të vojë tenè (altro…)

Santa Rita e le rose

 rose2Santa Rita da Cascia, al secolo Margherita Lotti, monaca agostiniana per un quarantennio, è chiamata la “Santa degli impossibili„ perché dispensatrice delle grazie più impensate. Nacque a Roccaporena, in quel di Cascia nel 1381 in pieno Medioevo: età molto violenta in cui dominavano rancori, fanatismi, lotte accanite tra Guelfi e Ghibellini, soprusi di ogni genere e delitti, tanti delitti anche fra uomini di una stessa famiglia.

In quest’epoca così sanguinosa, la piccina dimostra doti soprannaturali sin dalla più tenera età. Narra la leggenda che, mentre la neonata stava in culla, dalla finestra aperta entra uno sciame di api, le ronza intorno e, un’ape, dopo l’altra depone il miele sulla boccuccia schiusa. Vicino c’è un parente con le mani rattrappite, vede le api, teme che possano far male alla piccola e con le mani tenta di mandarle via. Subito le mani si risanano: è il primo miracolo di S. Rita.

La bambina cresce sana e bella nella sua casa, coccolata dai genitori che le insegnano a leggere e scrivere: diventata adulta, Rita partecipa alle festa e alle sagre della cittadina e, in una di queste, incontra l’uomo della sua vita, Paolo di Ferdinando membro di una famiglia violenta e sanguinaria. (altro…)

Sta per compiere cinquant’anni, ma riesce sempre a stupire… Il presepe vivente di Cerqueto.

DSC_8339 (2)E’ proprio così, torna con la sua magia, densa di atmosfera mistica, profondamente legata al suo territorio, la manifestazione più popolare della provincia teramana, durante le festività natalizie.

Torna il presepe vivente di Cerqueto a stupire, nonostante gli anni, nonostante la fatica degli operosi realizzatori, nonostante le “ferite” post-alluvioni e in barba alle annunciate tempeste di neve, come a voler rasserenare gli animi, ed è di nuovo Natale! (altro…)

Galleria fotografica 47a edizione 2013 – Presepe Vivente di Cerqueto

La Natività di Barbara Probo

“...partorì un figlio… (Mt 1, 25), olio e acrilico su tela, 40×30 cm dell'artista Barbara ProboÈ un’immagine della realtà ordinaria, una ragazza semplice, una comune mamma che tiene in braccio il proprio bimbo ad interpretare e rappresentare la Natività di Gesù per la 47a edizione del Presepe Vivente di Cerqueto 2013; opera dell’artista Barbara Probo, realizzata in olio e acrilico su tela, 40×30 cm, …partorì un figlio… (Mt 1, 25). “Ho chiesto alla mia figlioccia di Cresima, Concetta – dichiara l’artista – di posare con sua figlia Ilenia, avvolte in un grande lenzuolo, per la realizzazione dell’opera”.

Denso di particolari non approssimativi, il quadro si presenta come una pittura perfetta e nitida così conforme alla realtà da evocare la limpidezza e la precisione di una immagine fotografica, messa perfettamente a fuoco. Subito dopo la poppata, con tanto di capelli intrisi di sudore, la piccola creatura è la copia esatta dell’originale e altrettanto fedele alla realtà è la figura della mamma, più vera della vera Concetta. (altro…)

Biografia di Barbara Probo

Barbara Probo - autoritratto(Dal catalogobarbara probo, a cura di Paolo di Giosia, Teramo 2009

e dal  sito

http://barbaraprobo.oneminutesite.it)

Barbara Probo nasce a Teramo il 10 maggio 1969 e vive a Montorio al Vomano (TE). Dopo un lungo trascorso come operatore museale nei Civici Musei di Teramo, arricchisce la sua esperienza lavorando presso una galleria di arte contemporanea. Ha curato la direzione artistica di eventi culturali tra cui le rassegne musicali de “La musica canta l’anima” e “Seduzioni invernali”. (altro…)

47a edizione Presepe Vivente di Cerqueto

Manifesto presepe 2013

“.. partorì un figlio … ( Mt 1,25)”,
olio e acrilico su tela, 40×30
Opera dell’artista Barbara Probo
per il Presepe Vivente 2013

Assegnato all’incisore e ricercatore Vito Giovannelli di Pescara il Premio nazionale di cultura zampognara Pasquale Pizzoli – Premiato anche lo zampognaro di Cerqueto Gabriele Fotia

Incisione di Vito GiovannelliAl prof  Vito Giovannelli  è stato assegnato, il 14 settembre 2013, il Premio Nazionale di Cultura Zampognara Pasquale Pizzoli. Il riconoscimento  è stato abbastanza mirato.     A  Giovannelli, infatti,  si deve la prima  pubblicazione sulla zampogna abruzzese, monografia pubblicata dalla Regione,  nel 1971, opera redatta in collaborazione con la moglie Adua De Virgiliis.  La notorietà di Vito Giovannelli nel campo degli studi sulla zampogna dell’Italia meridionale  è ampiamente testimoniata da monografie e immagini.  Oltre a diversi studi rivolti al recupero delle tipologie abruzzesi più antiche,  ricordo che,  una sua xilografia di suonatori di zampogna zoppa  è stata inserita dal cattedratico Giuseppe Profeta, di Teramo, nell’antiporta della poderosa bibliografia della cultura tradizionale del popolo abruzzese  (L’Aquila, Deputazione Abruzzese di Storia  Patria, Colacicchi, 2004 ). (altro…)

Sotto il profilo organologico la zampogna molisana non esiste

Zampogna cerquetana e piffero - Costruttore Nevio Di MicheleOrmai, alla favola di Scapoli (Is) capitale mondiale della zampogna non ci crede  più nessuno. La zampogna molisana  si è sgonfiata. O meglio non esiste. Restituire all’Abruzzo il mal tolto, purtroppo, oggi,  non è facile. A datare dal 1975 bisognava reagire colpo su colpo alle dichiarazioni molisane. Ma questo, ahimè!  non è stato fatto.     Le progettazioni articolate Molise pro Molise,  per incassare contributi pubblici e finanziamenti comunitari  hanno certamente  dato  vantaggi economici agli organizzatori molisani di festival e agli allestitori di musei,  ma, quei progetti, hanno creato squilibri alla secolare storia dell’organologia pastorale dell’Abruzzo e dell’Italia meridionale.    Nonostante le devastazioni culturali prodotte dai molisani  l’Abruzzo, come afferma  Stanislao Porzio,  “resta un ‘area importante per la cultura e lo sviluppo della zampogna meridionale”. (cfr. Zampognario, Sulmona, 2002).     E’ accertato che, sotto il profilo organologico,  la zampogna del territorio geo-musicale  dell’Italia centrale non ha nulla di invenzione molisana.  Il Molise non vanta nessun prototipo di zampogna. Non ha avuto, in tempi lontani, costruttori.
L’artigiano molisano  considerato il decano dei produttori di zampogne è stato Benedetto Di Fiore, falegname,  (Scapoli 1886 – ivi 1965). La sua prima zampogna, (esposta nel museo di Scapoli come l’esemplare più antico di fabbricazione locale),  risale al 1930 circa e ricalca  un modello laziale di Villa Latina  (cfr. Tobia Paolone Scapoli e il museo della zampogna, Isernia, 2006). Mancano nomi di costruttori operanti prima di Benedetto  Di Fiore. Se ci fossero stati sarebbero stati segnalati  da Enzo Nocera e Claudio Alhalique nella loro puntuale “Indagine sull’Artigianato Tradizionale e Rurale del Molise” ( Teramo, 1971).   (altro…)

Culture and religion

Festa di San Gabriele a MontrealCousins born and raised in Montreal, our childhood growing up was quite different from that of regular Quebecois. Daughters of Nino and Pietro Ruscio and grand-daughters of Giuseppe Ruscio and Domenica Zaccagnini, it’s safe to say, a steady flow of Baldaunë blood runs through us. And despite geographical distance, Cerqueto always seemed close to the heart – even for us kids. Simply told, there’s just something about this town. (altro…)

Pellegrini di stelle

Il santo del Gran SassoAvrò avuto una decina di anni quando andai al santuario di San gabriele per la prima volta a piedi e sicuramente passammo per i Canili, perché davanti agli occhi ho “Collo Longo”, un sasso forgiato dal gelo e dalla bufere dei rigidi inverni abruzzesi, a forma di collo sottile, con sopra una testa, che si incontra sulla strada, dopo Cusciano. Ci si adunava all’ora stabilita, quasi sempre le 3 di notte, davanti alla chiesetta di San Rocco. Fatto il segno della Croce, si ci avviava e si cominciava a cantare a  “Li Plaje” (una bella zona pianeggiante, dove, in occasione del Presepe vivente, si radunano ancora oggi i personaggi dell’Oriente).

“…Evviva San Gabriele
Il nostro protettore
Che, con ardente amore,
Andiamo a visitar.
 
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Lo spazio di Lino – “Poco vedete e parvi veder molto”

L'Italia vista dal satellite “Poco vedete e parvi veder molto”, questa frase di Francesco Petrarca potrebbe introdurci agli enormi misteri dell’Universo. Anche con i formidabili progressi della scienza e della tecnica, l’uomo non è riuscito, e forse mai  ci riuscirà, a comprendere  le origini e  la struttura dell’Universo e gli enigmi della vita stessa.

Nel corso dei secoli è stato comunque compreso quasi tutto del nostro Sistema Solare (infinitesima area nello spazio) ed oggi si conoscono molte particolarità di ogni pianeta.

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Il canto degli stornelli

La pubblicazione dei testi degli stornelli  è un nostro piccolo contributo con il quale vogliamo riportare al centro dell’ attenzione l’importanza della nostra tradizione orale e dei canti  popolari per eccellenza, quale espressione musicale di grande interesse,  che   documenta la vita e le usanze del nostro paese. Usi e costumi che sono ormai in gran parte completamente dimenticati! Anche se alcune forme sopravvivono, essi sono stati trasformati avendo seguito l’andamento del mutamento sociale e demografico, imposto dalla facilità delle comunicazioni, dalla diffusione dei mass-media,  dalla legge della globalizzazione uniforme. Da tutto ciò nasce l’affettuoso stimolo di riappropriarsi del passato, non quello ufficiale, ma quello del cuore, dei sentimenti più schietti e autentici. Questa, dunque, la motivazione della nostra ricerca. (altro…)

Stornelli d’amore

Il  vecchio ponte di Cerqueto, non più esistente - Archivio Federico MastrodascioAl ponte di Cerqueto c’è una croce
Andiamo, o morettina, facciamo pace

Se il papa mi donasse tutta Roma
E mi dicesse lascia andà chi t’ama
Io gli rispondo, no Sacra Corona
Vale più l’amor mio che tutta Roma

Quando nascesti tu, superna luce
Gran festa fece fa lu papa a Roma
E gli angeli gridarono ad alta voce
Ecco ch’è nata ‘na donna felice
Ecco ch’ è nata ’na felice donna
Padrona de la Marca e de lu Regnë
Padrone del mio cuor se se lo piglia

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Antichi mestieri alla Fiera della Pastorizia di Piano Roseto: la filiera tradizionale della lana

La lavorazione della lana7 luglio 2013 – Piano Roseto – Monti della Laga, ad oltre 1.250 m. di altitudine – 

155a  Fiera della Pastorizia, una manifestazione ufficialmente istituita nel 1837,  le cui origini risalgono  sicuramente a tempi molto più remoti,  Fiera che ripropone l’antico incontro settembrino tra i pastori della zona prima di partire per la lontana Puglia. Seguendo il ritmo stagionale scandito dalla transumanza, dopo mesi trascorsi nelle solitudine dei monti, i pastori, provenienti dai numerosi e allora popolati paesini del territorio con i loro animali e i commercianti provenienti dai centri più grandi di Montorio e Teramo,  si radunavano qui,  in questo immenso spiazzo, per confrontarsi e  per scambiarsi i prodotti, esenti da dazi e gabelle.  Alla fine degli anni settanta, quando fu ripresa la fiera,  il primo premio per  la razza sopravvissana fu vinto dalla azienda del pastore cerquetano, Francesco Di Cesare e il suo cane paratore (o toccatore), Lola, fu molto apprezzato durante la dimostrazione di conduzione del gregge.

Di Cesare con sua moglie Adelina ed il figlio Angelo durante la manifestazione

E da Piano Roseto, dalla possente fortificazione di Rocca Roseto,  partiva l’unico tratturo della zona  chiamato Rocca Roseto-Frisa diretto verso Montorio, Basciano, Cellino Attanasio, Pescara, fino a ricongiungersi, a Frisa in provincia di Chieti, al tratturo magno, L’Aquila-Foggia, denominato il Tratturo del re. Era in parte l’antica via de Bonano già nota nelle fonti medievali, in una carta del 1026, indicata come confine sino alla chiesa di Sant’Angelo in Sedino.

Una tipica capanna di pastori è stata sapientemente allestita fin da ieri e diversi oggetti del Museo Etnografico di Cerqueto fanno bella mostra di sé sia all’interno che all’esterno della capanna. Sono arnesi e strumenti  che raccontano la storia  e la vita del territorio, un viaggio nel tempo che fu ma un tempo non così remoto e lontano da molti di noi.

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Giovani poeti

"Stelle pittrici" di Francesca Rocco I classificato Sezione 2 (altro…)

San Gabrielë mi, aiutëcë tu!” Il miracolo San Gabriele

san gabriele 3Nel tardo pomeriggio del 28 Febbraio 1862, la salma del confratello Gabriele dell’Addolorata fu tumulata nella tomba della Comunità Passionista, ubicata, all’epoca, sotto il pavimento della vecchia basilica, com’era uso e costume del tempo. Anche a Cerqueto i morti venivano sepolti in una fossa comune, sotto il pavimento della chiesa fino a quando, per motivi d’igiene e per una legge, che richiama alla mia mente i “Sepolcri”di Ugo Foscolo, fu costruito il Camposanto e “inaugurato”, si fa per dire, dal padre di nonna ‘Solina. Negli anni la pia curiosità di vedere come fossero rimaste le spoglie di un confratello morto in odore di santità (come Giovanni Paolo II), spinse coloro che avevano conosciuto Gabriele in vita a calarsi nella tomba e tutti testimoniarono che il cadavere era quasi intatto e riconoscibile. L’esumazione del corpo di San Gabriele avvenne 30 anni dopo la sua morte alla presenza delle autorità locali e del frate Silvestro che l’aveva conosciuto da vivo.

I miracoli che portarono il giovane Passionista agli onori degli altari furono due: la guarigione di Maria Massarella e la guarigione di Domenico Tiberi.  (altro…)

Per chi suona la zampogna cerquetana?

Forsythia – Ph. Giuseppe Bianchini

La zampogna conservata nel museo  etnografico di Cerqueto certamente non tornerà a farsi più sentire e, come da diversi decenni, continuerà ad osservare  per sempre il silenzio. Se la zampogna cerquetana tornasse a suonare verrebbe sottoposta ad uno stress al quale non è più abituata da tempo e sarebbe uno sforzo inutile e destinato a fallire. Essa, come gran parte degli strumenti antichi, è come un tesoro,  uno scrigno, che va  ammirato e studiato perché possa essere riprodotto e perché  le sue  melodie  possano tornare a suonare.  Sono quelle melodie che raccontano  il nostro passato e la nostra storia e parlano di noi e dei valori del nostro territorio e per questo devono  risuonare ancora.

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Carta d’identità della zampogna cerquetana secondo Vito Giovannelli e Pietro Righini


Recto e verso (chanter di zampogna cerquetana)NOME   Zampogna cerquetana,  “Ciaramellë” in dialetto cerquetano.

LUOGO E DATA DI NASCITA Conservata fin dagli anni ’60 presso il Museo Etnografico di Cerqueto di Fano Adriano in provincia di Teramo. Scoperta, individuata per le sue peculiarità e  battezzata zampogna cerquetana dalla etnomusicologa Giuseppina Giovannelli nel 1984.  Publicizzata in un ciclo di  trasmissioni  su RAI Due, “Abruzzo insieme” (aprile 1984).

L’anno di costruzione non è noto ma quasi certamente l’esemplare custodito nel Museo di Cerqueto risale all’inizio del XX secolo.

Proveniente da Cusciano. Da uno studio svolto da Carlo Di Silvestre pare sia appartenuta alla famiglia Di Saverio. Sicuramente la sua terra d’origine è l’antica Valle Siciliana, che comprendeva anche Pietracamela, Cerqueto, Fano Adriano, Cusciano. (altro…)

Saro Gianneri…la geografia dell’anima

L’Istituto Comprensivo Statale ad indirizzo musicale  “Romualdo Trifone” di Montecorvino Rovella (Sa),  ha promosso un concorso di poesia dedicato a Saro, dal bellissimo ed evocativo titolo “Saro Gianneri…la geografia dell’anima”, rivolto ai giovani autori delle scuole secondarie di primo grado di tutto il territorio nazionale.

Il promotore, prof. Beniamino Tagnesi, dirigente scolastico della stessa scuola, è stato amico di studi di Saro  e con lui ha condiviso l’amore per la poesia e la passione per l’insegnamento, anche se dopo gli studi lavoravano in luoghi distanti, uno a Sud e l’altro a Nord. Saro ha insegnato per anni nelle scuole medie di Castelfranco Veneto e nella scuola media “Galileo Galilei” di Breda di Piave, cittadine entrambe in provincia di Treviso,dove risiedeva. In questi ultimi anni Saro aveva iniziato a dedicare la maggior parte del suo tempo libero alla poesia,  e di certo altri lavori si sarebbero aggiunti alla prima e suggestiva raccolta poetica  “Giostra di falene”. Quest’unica raccolta è purtroppo ora diventata il testamento poetico di Saro, ma essa  è comunque sufficiente per farne apprezzare il suo valore di artista. (altro…)

La breve esistenza di S. Gabriele

sangab10-11Il Santo degli Abruzzesi e il più abruzzese dei Santi nacque ad Assisi il 1° Marzo del 1838 dal padre Sante e dalla madre Agnese Frisciotti. La sua era una famiglia medio-borghese, di agiate condizioni, e che vantava nobili origini da parte della madre di Civitanova. Sante Possenti di terni si trovava ad Assisi per espletare il ruolo di governatore distrettuale, assieme a tutta la famiglia dal 1837.

Il futuro nostro S. Gabriele fu battezzato lo stesso giorno della nascita, nel fonte battesimale della Chiesa di San Rufino, dove era stato battezzato anche S. Francesco, e fu chiamato Francesco, Giuseppe, Vincenzo, Pacifico e Rufino.

Nel 1841 Sante Possenti chiese ed ottenne il trasferimento a Spoleto, con la carica di giudice di pace, per giudicare le cause civili che Sante onorò con la sua condotta integerrima.

La vita dei Possenti era semplice e vissuta nella preghiera, come racconta lo stesso S. Gabriele al suo padre spirituale Norberto. Francesco si nutre di preghiera e di santi propositi, nella scuola di papà e mamma, assieme agli altri fratelli e sorelle, due più grandi di lui, Luigi ed Enrico, diventarono sacerdoti. La devozione per la Vergine Addolorata, per la Passione di Gesù, per il Santissimo Sacramento, accompagna Francesco per tutta la sua brevissima vita. Perde la madre a causa di una meningite a 4 anni e la sorella Luisa, di 9 anni più grande, supplì al ruolo materno. (altro…)

Pellegrinaggi d’altri tempi

Superna Di Cesare, alla veneranda età di novantottotto anni, 1983Nel libro “L’Evento di San Gabriele dell’addolorata, 1893-1896, Vol II , Ed. Eco, Edigrafital, Teramo,1987” di P. Franco D’Anastasio, C.P., si legge la storia di M.M. di Cerqueto, avvenuta il 4 maggio del 1893; un racconto sicuramente degno  di interesse come fatto sociale e di notevole valore anche  dal punto di vista della storia culturale della nostra comunità.

Secondo l’autore, M.M. era  una signora posseduta dagli spiriti, un caso impressionante per l’intera popolazione. Nel 1879 si sposò con F.C. e da allora, in seguito ad una fattura, la signora M. si sarebbe stranita tanto da essere considerata spiritata. Le eccezionali stranezze da lei compiute, sia in casa che in chiesa, sarebbero andate avanti per quasi quindici anni. La signora M. sarebbe stata posseduta da dodici spiriti,  che il parroco del luogo, con l’aiuto degli altri parroci delle vicine parrocchie, era riuscito quasi completamente a debellare. Ne sarebbe rimasto uno che diceva di essere “Giuseppe Dannato”. Questi l’avrebbe tormentata finanche con sei maternità. Viene riportata per maggiore chiarezza, come fa anche l’autore del testo da me citato, la relazione fatta da Don Simone Riccitelli, all’epoca parroco di Cerqueto, il 16 giugno 1993, ad un mese e mezzo dalla guarigione di M.. (altro…)

L’orologio della passione

      Canto di questua  per la Settimana Santa,
cantato la sera del Giovedì Santo a Cerqueto  fino al 1980
 
Preparati all’un’ora
Quest’è l’ultima cena
E con faccia serena
Così Gesù parlò
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I soprannomi, un’eredità da non rifiutare

Rioferroni - Cerqueto anni 60 - Ph. Profeta Di ProfetaUna delle curiosità più stimolanti e degne di essere approfondite, suscitate dal dialetto cerquetano è sicuramente quella dei soprannomi. Sarebbe un errore trascurare questo aspetto che esprime l’anima più vera e   più schietta della nostra tradizione culturale perché riguarda la quotidianità, il vivere insieme  dei nostri antenati e anche la loro creatività linguistica; in essi infatti si esprime  lo spirito popolare come una ricca fonte di invenzioni. I soprannomi, tramandati attraverso le generazioni, fanno parte del patrimonio culturale della comunità cerquetana  e testimoniano ancora oggi persone, ambienti, situazioni e usanze d’un tempo del nostro paese.
I significati, infatti,  sono strettamente intrecciati nel tessuto relazionale delle nostra comunità e sono comprensibili e spiegabili solo se messi  in relazione a fatti e situazioni all’interno del nostro tessuto sociale, con il suo vissuto,  le sue metafore, i vari richiami. Le forme dialettali poi insieme alla fantasia non fanno che accrescere l’espressività, la spontaneità  dei nomignoli. Sotto diverse forme, scherzi, riconoscimenti, caratterizzazioni, a volte anche poco piacevoli e poco accettate e per questo  usati alle spalle delle persone di riferimento,    si sono concretizzate idee varie,  sentimenti diversi, emozioni contrastanti. (altro…)

Soprannomi cerquetani negli ultimi due secoli

Giorgio Brazzoduro

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Conferenza di Vito Giovannelli sulla zampogna cerquetana – Cerqueto di Fano Adriano – Domenica delle Palme 24 marzo 2013 ore 16.00

 

La relazione qualificata di Vito Giovannelli, attento cultore e studioso della zampogna cerquetana, sarà un’occasione per conoscere importanti documenti storici e artistici.

All’ evento, di rilevante valenza culturale a sostegno e valorizzazione del patrimonio intangibile del nostro territorio,  parteciperanno i suonatori di zampogna, Alberto Stracca e Ciriaco Panaccio, del  gruppo “Zampogne d’Abruzzo” di Chieti,  che proporranno un repertorio significativo dell’ antichissimo strumento, legato alle feste religiose e ai riti della vita pastorale e contadina. In prima assoluta saranno eseguiti i brani   “Passione di Gesù” e “Melodia del Giovedì Santo”,  entrambi di autore anonimo  e trascritti da Antonio Piovano (già direttore del Conservatorio Musicale  “Gaetano Braga” di Teramo). In via straordinaria parteciperà anche Giancarlo Bianchi, suonatore di tamburello del gruppo  “I briganti della Majella”.

Agli intervenuti sarà offerto in omaggio un trittico di documenti filatelici creati   in serie limitata per ricordare e storicizzare l’importante evento. Le tre cartoline ripropongono particolari della antica zampogna cerquetana.

Per l’occasione sarà allestita un’ esposizione di strumenti musicali popolari costruiti dal teramano Roberto Vantini di San Massimo di Isola del Gran Sasso.

                                            La redazione di
Cerqueto InForma

Uno spettacolo suggestivo ed un successo di pubblico per la 46ª edizione del Presepe Vivente

Come da “copione”, i duecento figuranti hanno dato vita a Cerqueto, il 26 dicembre alle 18:30, alla 46ª edizione del Presepe Vivente. Uno spettacolo teatrale in piena regola, dove a far da sipario una splendida luna ed un cielo di stelle e da palcoscenico una montagna solcata da sentieri illuminati ad arte, dove, attraverso una sequenza fluida e armonica, si muovono i personaggi. La rappresentazione prende vita in un’atmosfera tiepida, tutt’altro che gelida, quasi mistica, in una parola, insolita direi, per un paese di montagna nella stagione invernale. Così, complice un pò anche il clima mite, certamente la ormai storica popolarità del presepe, che costituisce un appuntamento imperdibile, nel giorno di Santo Stefano, non ha deluso i quattromila spettatori che hanno assistito, increduli ed emozionati, all’evento. (altro…)

“La Natività” della pittrice Anna Maria Magno

La Natività, il quadro dipinto ad olio, realizzato quest’anno dall’artista  Anna Maria Magno  per la 46a edizione del Presepe Vivente di Cerqueto, è una particolare interpretazione della Natività. Come ha affermato la stessa pittrice montoriese, con la quale ho avuto modo di parlare a lungo dell’opera, il dipinto esprime una visione tutta personale  del rito religioso del Natale. Ambientato in una atmosfera medio orientale, come si evince dal paesaggio,  rappresentato in lontananza sullo sfondo del quadro, e dai colori predominanti molto caldi, che richiamano i paesi arabi, il dipinto coglie e universalizza un momento di pausa lungo il cammino verso la Natività, verso l’origine della vita e il significato del Natale cristiano. Non siamo nella grotta dove tradizionalmente nasce il Bambinello Gesù  ma in altro posto, forse nel deserto all’interno di una tenda, in un momento di sosta e di riposo. Siamo in un momento di attesa, in un intervallo importante e chiarificatore per comprendere appieno i fatti che lo precedono e le relative conseguenze.
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La leggenda delle ciaramelle e Venë dë Sëntë

L’Abruzzo è la patria delle zampogne e quindi degli zampognari che, con i loro strumenti fatti di legno e d’aria, riuscivano a farsi ascoltare da un imperatore romano agli albori della cristianità. Pare che lo stesso Nerone, stando a quanto ci riferisce Svetonio nel “De Vita Caesarum”, suonasse, tra diversi altri strumenti, anche la zampogna o “utriculus” (piccolo otre), come i latini la chiamavano.

Da Nerone, nel corso dei secoli, sono nati i giullari, i trovatori, i musicanti di strada (mi viene in mente la bella fiaba dei musicanti di Brema) e di osteria e i cantastorie. Ne ricordo uno che negli anni ’50 veniva a Cerqueto e dalla cassetta di legno tirava fuori dei cartoni disegnati che illustravano la vita del bandito Giuliano o la storia della Pierina, una triste vicenda di una ragazza uccisa in un modo macabro dal fidanzato. Il cantastorie appoggiava i suoi cartoni ad un muro, il preferito era quello del Pianosanto, e con il canto e con le parole spiegava le varie scene. (altro…)

La zampogna cerquetana

La zampogna cerquetana, conservata nel Museo Etnografico delle Tradizioni Popolari di Cerqueto, individuata dalla etnomusicologa Giuseppina Giovannelli nella metà degli anni’80, rappresenta  una traccia importante della ben nota zampogna zoppa o scupinë, un tipo di zampogna teramana o più precisamente della Valle Siciliana, dalle caratteristiche ben definite nel vasto panorama delle zampogne. È opportuno,  nell’affrontare la trattazione di uno strumento musicale come la zampogna, parlare delle sue origini, della sua diffusione e sopravvivenza e stabilire come questa si sia caratterizzata e differenziata nell’area dell’Italia centrale e, quindi, in Abruzzo e nel Teramano, dove ancora perdura.

Il termine sampògna pare fosse un termine antico che ci riporta al termine greco synphonia, ereditato dai romani, che significa accordo di voci e suoni e che nel Medioevo in campo musicale veniva opposto a diafonia, dissonanza. Già per gli Assiri, 2000 anni prima di Cristo, la sumponiah era uno strumento popolare,  come  popolare è stata senza alcun dubbio la zampogna in Abruzzo e nella  nostra zona, legata alla spontaneità dei suonatori, che suonavano esclusivamente per  il proprio e l’altrui piacere. Strumento millenario, di carattere pastorale, che si ritiene derivato dal flauto di Pan, o siringa, tibia utricularis per i Romani, mediante l’innesto di alcune canne, divenute poi pive di legno, per secoli è stato l’elemento fondamentale di tutte le feste, familiari e sociali, battesimi, processioni, matrimoni. (altro…)

Ricordi, racconti, leggende di Santa Barbara

Quannë chë Santa Barbarë nasciò

Subitë la sua matrë jë së murò,

Lu padrë n’avajjë chë la fà,

Su la muntagna scurë la jò a purtànë.

Quannë chë fu a li diciott’annë

Vinnë la novë che Barbarë era grandë

E quannë lu patrë sujë lu vinnë a sapé

Pijò ‘na carrozza e l’andò a vedé.

E quannë era giuntë a lu purtonë

Pijjò ‘na preta e  cominciò a bussà, (altro…)

Quasi pronto il dipinto del presepe di Anna Maria Magno

Sarà l’artista Anna Maria Magno a realizzare quest’anno il dipinto sulla natività, che adotteremo per promuovere la 46a rappresentazione del Presepe Vivente di Cerqueto. Anna Maria Magno è nativa di Montorio al Vomano e residente a Teramo, ed è molto conosciuta e apprezzata per la sua opera, il cui principale tema conduttore è la raffigurazione di figure femminili, ritratte con maestria all’interno di singolari e magici scenari che, insieme agli sguardi ed alle pose, donano alle opere un senso di incanto e di mistero.

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Lu Verbë di Dio

Nella tradizione religiosa popolare di Cerqueto è attestata una bellissima preghiera col nome di Verbo, che, negli anni passati, ha goduto sempre di grandissima considerazione. Il Verbo, diffuso in molte regioni italiane, con numerose varianti, affronta il tema escatologico,  che riguarda il destino dell’uomo dopo la morte e la fine del mondo. (altro…)

La festa di S.Egidio

Il dì di festa il suono delle campane apriva la giornata di S. Egidio ma i preparativi erano iniziati molti giorni prima.

Si occupavano di organizzarla cinque deputati, nominati dal sacerdote, durante la messa di mezzogiorno del 15 Agosto. Era un onore fare “lu dïputatë dë Santaggidië. (altro…)

Proverbi – Modi di dire

L’eredità

“L’animë a Dio
Lu cuorpe a la terrë
E la robbë a chi aspetta” (altro…)

Oblio dei secoli

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Longobardismi nel nostro dialetto

Numerosi studi storici del Medioevo dimostrano la presenza, importante e intensa, dei Longobardi  in gran parte delle contrade abruzzesi. Le opinioni circa l’occupazione della provincia romana Valeria, e della V Regio, Picenum, da parte dei Longobardi sono contrastanti ma, con certezza, sappiamo che, provenendo dalla base di Rieti,  si stanziarono molto facilmente tra le nostre montagne,  lasciando ai Bizantini solo sporadici presidi lungo le coste. La dominazione longobarda durò ufficialmente dal 571 al 774 ma, in Abruzzo, il longobardo ducato di Spoleto, con i sette gastaldati iniziali (circoscrizioni amministrative: Marsi, Amiterno, Penne, Chieti, Forcona, Aprutium, Valva), con gli stessi  confini delle giurisdizione diocesane, ebbe una a vita molto più lunga. (altro…)

Il poeta Saro, gregario fedele di sogni


È per ricordare il poeta Saro Gianneri, prezioso e insostituibile collaboratore di Cerqueto InForma, che ho voluto rileggere Giostra di falene, il libro di poesie di Saro, pubblicato circa due anni fa (Edizioni Del Leone). La rilettura delle  poesie è sempre un’esperienza nuova e profonda, ma, in questo caso, è stato anche un modo per comprendere appieno il messaggio di vita che Saro ci ha lasciato in eredità e per  esorcizzare la desolazione e il vuoto che un poeta, quando scompare per sempre, lascia intorno a sé, pur continuando a vivere nei suoi versi a lungo e forse per sempre. (altro…)

Ritorno d’aprile

 

Uno scialle di margherite

davanti la casupola cadente

fra l’intimità intatta dell’erba.

Ma la porta consunta

non sente primavera

a volte la batte un vento bizzarro,

quasi a scandire la vita.

Come tegole della casupola

sono crollati gli anni avviliti

cosa vale questo ritorno d’aprile?

Saro Gianneri
(da Giostra di falene)

Luce

Al filo di luce che cielo raro schiude

incanta l’Etna in riva alla plaia

deserta per autunno inoltrato

e scrive nell’oro frasi cuneiformi di uccelli stanziali

stendo lo spazio, il tempo di vita, se rimane. (altro…)

L’antica arte della tessitura

L’interesse innato per le attività, gli utensili e gli strumenti del passato, hanno indotto Vincenzo Pisciaroli a costruirsi un telaio in legno, in tutto e per tutto uguale a quelli utilizzati dai suoi avi – ma pure dalla sua stessa mamma da bambina – ed a renderlo funzionante tramite l’insieme degli accessori necessari.
Lo specifico modello di telaio utilizzato gli è stato fornito da Ezio Giardetti di Pietracamela, il quale ne aveva in passato ricostruito uno appartenuto alla sua famiglia.

In questo modo, avendo a disposizione tutte le geometrie e le misure dei pezzi in legno e trovato il legname adatto allo scopo,  è passato alla realizzazione pratica del telaio, grazie anche all’aiuto di un artista del legno di  Montorio, Gianni Pellanera, che è stato entusiasta di contribuire alla riproduzione di un oggetto che meno di un secolo fa era indispensabile in ogni famiglia. (altro…)

I partecipanti alla 45ª edizione del Presepe Vivente 2011

Padreterno: Battista Pisciaroli

Adamo: Luigi Falconi

Eva: Francesca Mazzetta

Cherubino: Giuseppe Bianchini

Abramo: Vincenzo Macedone (altro…)

Le sorgenti comuni della fede

Quando due anni fa ho visto il presepe vivente di Cerqueto, pensavo si trattasse di una rappresentazione simile a quelle che siamo abituati a vedere in TV sotto le feste natalizie, cioè con le solite scene in cui viene riprodotto, con più o meno fantasia, l’ambiente dove nacque Gesù. Chiedendo poi della strada per arrivare a Cerqueto, mi dissero che era dopo Montorio, ma nulla mi fu  riferito sul fatto che Cerqueto è un paesino in montagna e che lassù un nordafricano come me, abituato a ben altre temperature, doveva andare ben coperto.  Così sono partito impreparato per la sorpresa che mi aspettava.

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L’incenso e la mirra, due piante legate al Natale.

Le piante che per antica tradizione o per consuetudini più recenti sono collegate al periodo natalizio sono molteplici, tra le prime si possono ricordare soprattutto gli abeti ed i ginepri, tra le seconde figurano la Stella di Natale o Poinsettia (Euphorbia pulcherrima), proveniente dal Messico, la Rosa di Natale (Helleborus niger) dei boschi europei e il cactus di Natale (Schlumbergera truncata) delle foreste del Brasile. Queste ultime specie sono state adottate dalla tradizione natalizia per la loro vistosa fioritura, che si verifica in un periodo dell’anno particolarmente povero di fiori appariscenti utilizzabili per la decorazione delle abitazioni. (altro…)

Sant’Antonio Abate tra storia, leggende e santità

ANTONIO Dal greco antìonos , nato prima oppure anthos, fiore. Per altri, dal latino Antonius, inestimabile. Patrono degli eremiti, dei monaci, dei canestrai (altro…)

“Li Misciarulë” – Il calendario 2012


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Chë ví strulachènnë?

Stummülàusë

“Quantë sí stummülàusë!

Dicesi di persona particolarmente sofisticata e pretenziosa. Spesso utilizzata a tavola quando si vuol rimproverare a qualcuno il rifiuto di una portata perché, ad esempio, sente appena  un aroma non gradito. (altro…)

Oh, cari santi del mio paese…. notizie sulla vita del nostro patrono, S. Egidio

Dal punto di vista storico non si conoscono dati precisi sulla vita di S. Egidio.  Alcuni storici lo identificano con l’Egidio inviato a Roma da San Cesario di Arles all’inizio del secolo VI°, altri lo collocano un secolo e mezzo più tardi, e altri ancora datano la sua morte tra il 720 e il 740. Pare sia nato ad Atene, come ci indica l’etimologia del suo nome – nato sull’Egeo – , all’inizio del VII secolo, da genitori nobili, Teodoro e Pelagia,  forse, di famiglia regale. Sembra che abbia trascorso la maggior parte della vita in Provenza, dove fondò un monastero nei pressi di Arles,  di cui fu nominato abate e, probabilmente vi morì il 1 settembre. (altro…)

Vestiti d’oro, d’argento e di stelle. Narrativa, musica, lingua e azione sociale in due comunità dell’Alta Valle del Vomano

È iniziato il 10 giugno nei locali del Circolo di Cerqueto, un progetto  dedicato ai nostri anziani e alla trasmissione della loro memoria. Promosso dal Comune di Fano Adriano e sostenuto dalla Regione Abruzzo, dal Centro Documentazione e Studi di Intermesoli – Laboratorio di Linguistica Sociale del Gran Sasso, dall’Associazione Bambun -progetto “Culture Immateriali”, dall’Associazione Lem-Italia e dall’Università degli Studi di Teramo e in collaborazione con la Pro-loco di Cerqueto, la Pro-loco di Fano Adriano, l’Associazione “La luna ‘mbriaca” e l’Associazione “ I Grignetti”, il progetto è stato ideato e curato dal professor Giovanni Agresti, dall’antropologo Gianfranco Spitilli e dall’etnomusicologo Marco Magistrali. (altro…)

Questioni di cuore

TV, 31/03/2011

Ho pronto il cartello con la scritta

torno subito, per assentarmi dalla vita.

Non so se sarò di parola, non dipende da me

infine è vivere che consola dalla morte.

Se tornerò, fischierò sull’uscio della bottega

al verde delle foglie, al profumo del cielo ritrovato

un’ultima melodia, poi chiudo definitivamente

e vado via.

Saro Gianneri (altro…)

Nuova monografia dell’artista cerquetano

E’ stata recentemente pubblicata, con il patronato dell’Istituto Italiano di cultura di Toronto, una monografia dedicata all’artista, nella quale sono rappresentate molte fra le sue opere più interessanti. (altro…)

Il rituale delle “Priole”

Sono passati quasi trenta anni da  quando le ultime Priole accompagnavano le statue  della Madonna del Rosario e Santa  Reparata. Quella delle Priole  (termine probabilmente derivante da Prioresse) era  una tradizione religiosa che si tramandava dal lontano passato e  la cui origine è tuttora ignota.

Ogni anno venivano scelte o meglio,  proposte dalle proprie madri, tre ragazze del paese, di  età compresa fra 10 e 15 anni, il cui compito era quello di occuparsi della pulizia e decoro  della chiesa (di quella parrocchiale nel caso delle due  Priole della Madonna) e di Santa Reparata ( per l’altra Priola), della cura degli abiti del parroco e, compito  più oneroso, della raccolta di fondi, la cosiddetta “elemosina”, effettuata casa per casa,  che veniva  poi destinata alla manutenzione delle due chiese,  al restauro delle statue e acquisti  di altri oggetti di culto. (altro…)

C’erano una volta le “Verginelle”

Un frammento della nostra storia, una particolare tradizione di Cerqueto, oggi del tutto scomparsa e pressoché dimenticata che viveva  sino a pochi decenni fa nella Chiesa di S. Reparata, è stato il rito delle Verginelle.  Ma in cosa consisteva tale rituale? (altro…)

Al mio secondo padre

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“Annunciazione ai pastori” di Augusto Pelliccione

L’ artista che quest’anno ha dedicato la sua opera al Presepe  Vivente di Cerqueto

La conoscenza di Augusto Pelliccione risale a mezzo secolo fa, cioè da quando ebbi modo di apprezzarlo in una mostra regionale del 1959. Era stato uno dei migliori allievi di mio padre, quando insegnava al liceo artistico di Pescara. Papà me ne parlava con particolare affetto e considerazione. Aveva frequentato il liceo artistico a Pescara, lui aquilano doc, aveva sentito il bisogno, pur di inseguire i sogni della sua vocazione, di iscriversi ad una scuola adeguata al suo talento.

Giuseppe Misticoni, nel finire degli anni ’40, aveva voluto istituire a Pescara (città in continua evoluzione) un liceo artistico, contro autorità ed ambienti artistici. In quel laboratorio di idee e linguaggi d’arti moderne, confluirono insegnanti ed allievi di varie parti d’Abruzzo, e mio padre, teramano, a Pescara ebbe occasione di incontrare vari talenti come Mancini di Ortona, Sambenedetto di Pianella, Ettore Spalletti di Cappelle sul Tavo, Gigino Falconi di Giulianova, Augusto Pelliccione de L’Aquila.         (altro…)

“Poggio Umbricchio”, una poesia

 

Al vento schiudi le case verso il cielo

in trasparenza di luce.

Camaleonte nella roccia, quieto alle stagioni

spii partenze, arrivi di viandanti euforici, stralunati

di chi fa spola fra nord e sud cerca una via di mezzo

il tepore di una piccola armonia.

Il volo con lo sguardo forse, sul profilo dei monti della Laga

lucidi per la gelata nella scia azzurra del campanile. (altro…)

Una segnalazione per il libro “Cerqueto è fatto a ferro di Cavallo”

Il dieci dicembre 2010, nei pressi del Museo diocesano di Milano, l’associazione cultura di Silvia Dell’Orso, impegnata nella ricerca sulcampo del patrimonio culturale, ha attribuito una delle due segnalazione al libro “Cerqueto è fatto a ferro di cavallo. La ricerca sul campo di Don Nicola Jobbi” di Gianfranco Spitilli e Marco Magistrali, come iniziativa demoetnoantropologica. (altro…)

Incontro culturale a Cerqueto con Fabrice Bernissan

All’interno del progetto di ricerca “Culture Immateriali. La ricerca sul campo di Don Nicola Jobbi” condotto  da Gianfranco Spitilli e dalla nascente “Fondazione Jobbi”, giovedì 9 dicembre 2010, si è svolto  a Cerqueto, presso i locali del circolo, un incontro  di ricerca sul tema “Valorizzazione della memoria e dello sviluppo sociale del territorio”. (altro…)

I focaroni: un rito prezioso

La sera del 9 dicembre a Cerqueto si riaccendono i Focaroni   “ li Fucareune”, un momento collettivo molto suggestivo, le cui origini si perdono nella notte di tempi lontanissimi. I fuochi vengono accesi per ricordare ed illuminare il cammino degli angeli che,  secondo la leggenda, nel lontano 9 dicembre 1294, portarono in salvo la casa della Vergine, traslandola miracolosamente da Nazareth fino ad un bosco di lauri, oggi Loreto. (altro…)

Inaugurazione della statua di Garibaldi, eroe dei due mondi

Sabato 13 novembre, alla presenza delle autorità comunali e provinciali, c’è stata l’inaugurazione , in Largo Madonna delle Grazie a Teramo, della statua di Giuseppe Garibaldi del maestro Silvio Mastrodascio. Un’opera imponente, di circa tre metri, che lo scultore cerquetano ha plasmato traendo ispirazione dal bozzetto di Raffaello Pagliaccetti, artista giuliese scomparso nel 1900.

Nella splendida cornice di una giornata autunnale insolitamente calda, il Sindaco Brucchi e il Sottosegretario all’istruzione Viceconte hanno provveduto a scoprire la statua, celata da un drappo nero, del grande mito del Risorgimento italiano. Una data certo non casuale per ricordare il passaggio del Tronto nel teramano, a Martinsicuro, del Re Vittorio Emanuele II il 15 ottobre 1860, come precisato dal Sindaco Maurizio Brucchi, che ha sottolineato l’importanza per la provincia di Teramo di rendere omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia.

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Attesa interpretazione della natività dell’artista aquilano Augusto Pelliccione

Come è ormai tradizione consolidata anche quest’anno, in occasione della rappresentazione del Presepe Vivente di Cerqueto, un artista famoso creerà un’opera ispirata alla Natività e che sarà utilizzata per la realizzazione di materiale pubblicitario  ed entrerà a far parte della ormai invidiabile collezione di opere custodite nel nostro Museo Etnografico delle Tradizioni Popolari.

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L’arte di Italo Rodomonti a Cerqueto

L’artista teramano Italo Rodomonti, noto a livello internazionale come uno dei maggiori esponenti della “Space Art” (l’arte che ha come tema principale  lo spazio ed i corpi celesti, raffigurati con un certo rigore scientifico), lo scorso anno ideò una  scultura per il Presepe Vivente che venne poi riprodotta sui manifesti per pubblicizzare l’evento.

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“A Sara”

Sara, ora che non ci sei
il sole è un macigno rovente
sulle strade della terra.
Il profilo esile, il cerchietto rosa sui capelli
vivi in un pianeta pulito di un’altra galassia.
Sulla terra tutto sembra vano
pedalo nell’atroce notte
tendo il braccio al fanale
cerco un alone di luce sul palmo della mano.

Saro Gianneri (altro…)

“Cerqueto” e “Lucciole”

 
 
Due poesie di  Saro  Gianneri                          
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Lucciole

Gentili vaganti anime, costellazione

di sperdute galassie compare, scompare

nel buio di prati, dove si adagia la sera

con la movenza variopinta delle nuvole

sul volto del gigante addormentato.

E il desiderio del ritorno è respiro buono

nelle coordinate del microcosmo.

Di fronte la mimesi di Poggio Umbricchio

più a ovest il campanile di Fano Adriano

e poi la limpida strada d’ erba e acque

di Pietracamela.

Qui qualunque sosta sembra breve

è sempre breve, come per viandanti di passaggio.

(Poesia inedita,  scritta a  Cerqueto  il 10 luglio 2010)

Da “ Giostra di falene “    CERQUETO

Finge giorno la luna

sulla casetta di cuccione

sui pomodori di canili

che Quintino nutre

nonostante tutto

su noi girovaghi

verso piano santo

ritrovo d’adolescenti incantati

all’aroma di sguardi

di primi baci.

Una nota stonata

il riposo sul muretto

non basta il sorriso

dei remoti sedici anni.

E’ giusto arrancare solitari

quando picchia il sole

a fonte Marcucci

inghiottire sul cavo delle mani

un’ansia vecchia, una sorte

dura a mutare.

Leggera poi la discesa al vento

sui fianchi d’erba

il cielo ha sciolto in nuvole

il corno grande.

Saro Gianneri

“Cerqueto è fatto a ferro di cavallo”

Una recensione del libro su Cerqueto

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Hanno scritto di Silvio Mastrodascio

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Biografia artistica di Silvio Mastrodascio

Silvio Mastrodascio nasce a Cerqueto. Nel 1964 si diploma alla Scuola Superiore di Teramo e nello stesso anno si reca a Roma dove frequente la Facoltà di Scienze Demografiche fino al 1966. Subito dopo per motivi di lavoro si trasferisce in Canada, prima a Montreal poi a Toronto, dove si diploma con il massimo dei voti all’Accademia delle Belle Arti. Ed è a Toronto che si afferma come artista, manifesta i suoi interessi prima nel campo della pittura per poi rivelarsi  completamente nel campo della scultura. (altro…)