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Cerqueto InForma

Storia, cultura e vita di un paese

Dopo 50 anni … si vende un pezzo della propria vita

scenario favole9Lo spunto per queste mie righe lo devo a  quanto scritto nel numero di maggio 2013 di  Cerqueto InForma da Adina Di Cesare (Per chi suona la zampogna cerquetana?) e  da  Angelo Mastrodascio sui risultati delle ultime elezioni politiche a Cerqueto. Entrambi  raccontano il presente partendo dal passato e lasciano trapelare, a mio avviso, una certa preoccupazione per il futuro di Cerqueto. Una preoccupazione per il futuro che io mi sento di condividere in pieno.

Chi avrà la bontà di leggere fino in fondo questo mio scritto mi concederà anche l’opportunità di sfogare i miei sentimenti e  i miei ricordi. Amarezze, contraddizioni e forse nostalgie del tempo che fu. Il tempo di chi, dopo cinquant’anni, decide di vendere la propria casa e insieme ad essa il proprio passato. La mia avventura a Cerqueto iniziò nell’estate del 1962 quando vi  accompagnai per la prima volta mio padre. Cerqueto era il suo amato paese nativo, dove vivevano all’epoca anche i suoi cari genitori. Ne rimasi  impressionato piacevolmente, nonostante la situazione generale fosse  quella di un paese molto arretrato nelle strutture essenziali della vita quotidiana. Si pensi soltanto alla mancanza dell’acqua all’interno delle abitazioni! Chi non ricorda le strade acciottolate, i pagliai e le stalle attaccate alle case! Strutture necessarie  per il ricovero degli animali , a loro volta indispensabili per ricavare quel poco necessario per la sopravvivenza. Osservare il passaggio, la mattina e la sera, delle pecore e delle capre era uno spettacolo unico per i bambini e per chi veniva dalla metropoli come il sottoscritto.  Soprattutto il rientro delle simpatiche bestie nelle rispettive stalle,  dopo essersi divise dal gruppo quasi automaticamente, rimane qualcosa di indimenticabile.favole2

 Il boom degli anni 60 portò pian piano, e devo dire molto più lentamente  rispetto al comune  di Fano, anche a Cerqueto dei cambiamenti notevoli e visibili nella vita di tutti i giorni. Arrivò l’acqua all’interno delle case!  Una grande manifestazione negli stessi anni  ’60 bloccava  la statale 80 al bivio e vedeva la partecipazione di tutto il paese per avere un’acqua senza cloro. Per diversi anni l’acqua non è stata potabile tanto che il Comune fu costretto ad emettere dei divieti per alcuni periodi. Ma l’acqua comunque c’era! favole4 L’asfalto prese il posto delle pietre nelle strade e molte stalle vicino alle case scomparvero. L’illuminazione fu migliorata  e fu  possibile uno spettacolo unico come quello del Presepe Vivente. Furono possibili le rappresentazioni delle favole, le grandi favole di tutti i tempi come Biancaneve e Cenerentola e non solo, l’ estemporanea di pittura, l’allestimento del museo, la scuola prestigiosa di taglio e cucito,  il villaggio che ospitò per alcuni anni gli scout.  Chi non ricorda la notorietà di Cerqueto in televisione grazie alla partecipazione di Porfirio Cacciacarne nella trasmissione “Scommettiamo” di Mike Bongiorno, che in piena estate venne a visitarci a Cerqueto. Oltre al famoso conduttore  con la sua organizzazione, arrivarono comici regionali e nazionali come Lino Banfi  e complessi musicali di prim’ordine per ascoltare musica e soprattutto ballare.   Aleggiava un certo ottimismo e, passeggiando per le strade del paese, capitava sovente di incontrare persone  intente a chiacchierare, a ricordare i sacrifici della loro massacrante vita  ma pieni di fiducia da sognare una vita diversa per la prosperosa gioventù . villaggio1 Come non ricordare il famoso albergo Vena D’Oro, che sicuramente richiamava turisti, con le feste di matrimonio e le numerose serate in cui ci si riuniva tutti insieme. In quegli anni si pensò  anche di costruire un locale pubblico, un fabbricato a due piani in via del Rione Piano al posto della vecchia fontana. La cosa non ebbe alcun seguito perché era più comodo l’albergo e così la costruzione finì per essere inizialmente utilizzata come lavatoio e presto dimenticata. Dimenticata e inutilizzata per la diminuzione dei bambini anche la costruzione del nuovo edificio scolastico dopo essere stato per un periodo di tempo sede di un bar.

Non possiamo ignorare il cattivo investimento per la realizzazione di un fabbricato popolare mai inutilizzato sopra il rione Castello. Nello stesso periodo il Comune di Fano aveva costruito diversi villini! Il fabbricato di Cerqueto, composto da sei appartamenti, non è stato mai occupato perché costruito in un punto molto pericoloso per la possibile caduta di massi dalla sovrastante Vena D’Oro.  La domanda  è spontanea:  quanto è costata quella costruzione avventata e chi l’ha imposta?  Troppi  errori anche nel gestire quel poco di cui si poteva disporre!  E la festa patronale di S. Egidio, culmine di tutte le manifestazioni estive, che riusciva a riunire tutti, residenti e “ romani”, ha finito per essere un elemento di discordia per il paese. La festa fu per un certo tempo anticipata al  periodo di Ferragosto per favorire  i non residenti e fu lasciata al 1° settembre la sola funzione religiosa. Dopo alcuni anni la festa tornò in toto alla sua data originale del 1° settembre. Risultato, una partecipazione sempre più scarsa. La festa di S. Egidio sembra un giochino di ping pong! Ma voglio tornare a ricordi più belli! Dai più piccoli ai grandi il luogo più frequentato era il campo di calcio, quello vecchio ai Valloni, abbandonato per il nuovo campo costruito, insieme ad un campo di bocce, tra il rione Colle e il Castello.  vittorio 009Qui in questi ultimi anni, oltre alle sfide di calcio a cinque, si svolgono  anche le feste popolari musicali e  si possono degustare i classici piatti locali  (la buonissima “pecora alla callara”!).  Molto interessante la sagra del 2012  “Pastorale sotto le stelle” che ha avuto un successo particolare, grazie anche alle numerose visite di appassionati di astronomia provenienti da buona parte della provincia di Teramo che hanno potuto, con l’aiuto di personale qualificato, osservare le stelle nel meraviglioso cielo.

Tornando al vecchio campo di calcio, situato proprio al bivio della variante (strada che consente di evitare il rione Casale e Piano per coloro che vanno al Colle o al Castello) i ricordi vanno alle grandi sfide nei vari tornei che si organizzavano con i paesi limitrofi in particolare con la squadra di Fano e Cusciano. Tra i cerquetani giocavo anche io e posso dire che erano sfide vere e sentite. Un aspetto particolare del mitico campo, ancora oggi ricordato da tutti con un grande sorriso, era il pallone che finiva immancabilmente nella scarpata laterale. Chi si trovava a seguire il pallone, per recuperarlo, finiva anch’egli nella scarpata scomparendo per alcuni minuti. Riappariva con il pallone ma portava con sé i segni evidenti di chi si era sacrificato e, come se niente fosse, proseguiva la partita. Si perché le gare tra noi di Cerqueto non erano semplici partite ma delle vere e proprie lotte, anche con i più giovani.  Nessuno ci stava a perdere. Discussioni e  sfottò proseguivano fino alla rivincita ma tutti felici e contenti di stare insieme. Il vecchio campo è stato totalmente abbandonato eccetto che per qualche manifestazione, come la Corsa dei muli della scorsa estate per contendersi il trofeo dei quattro Rioni. Sul campo si deposita ora la legna da utilizzare per l’inverno ed è rimasta una sola porta spogliata definitivamente delle reti, quelle reti che io tante volte ho portato da Roma e adattato insieme a completi di calcio di varie società. In quel campo  è cresciuta sportivamente la gioventù di Cerqueto. Con il passare degli anni, purtroppo, molte persone ci hanno lasciato ed altre hanno deciso di trasferirsi altrove alla ricerca di un lavoro e il paese è cambiato radicalmente rispetto al passato. Per questo basta guardare il numero dei “veri” residenti per rendersi conto di quanti nuclei familiari vivano a Cerqueto. Un dato significativo lo mostrano  i numeri delle ultime elezioni politiche. Una netta inferiorità numerica dei cerquetani rispetto ai fanesi e non solo… , una sudditanza storica che non si riuscirà mai ad eliminare. Basta vedere i risultati delle decisioni comunali, come sono diversi i due paesi. Comunque, complice anche la evidente situazione economica nazionale attuale, ultimamente sono comparsi diversi cartelli Vendesi. processione cerqueto Il proliferare di questi cartelli non preoccupa più di tanto l’intera comunità del territorio tanto che il commento più sentito è “Un altro cartello vendesi, ma chi se la compra ?” La stessa frase che ho ascoltato quando l’estate scorsa ho messo anche io in vendita entrambe le mie due case a Cerqueto. Io ho risposto che “tutto ha un inizio e una fine”. Una fine, però, quasi scontata e anticipata  perché è dal 1995 che chiedo al Comune di Fano di applicare la Legge Nazionale sul consumo dell’acqua e della nettezza urbana che prevede l’applicazione delle tariffe specifiche per i possessori di case di vacanza. Non mi è stata mai data una risposta scritta. Del resto anche la richiesta di un rimborso per i danni subiti in seguito ad una grossa frana lungo la strada che collega il paese alla statale 80 non ha mai avuto seguito presso il comune.  Anche i danni causati dal terremoto nella casa paterna, dopo l’ultimo sopralluogo dell’agosto 2010, non hanno avuto, a mio parere, il giusto riconoscimento. Dall’incontro avuto  nell’estate scorsa con il gentilissimo Sindaco Adolfo Moriconi la risposta è stata  “per l’acqua forse conviene non applicare il contatore perché con la Concessionaria Ruzzo si pagherebbe di più mentre per la nettezza urbana ne stiamo valutando la possibilità”. Del resto, ha aggiunto il Sindaco, alle riunioni in merito i Consiglieri sostengono che loro “vivono nel paese tutto l’anno subendo anche le intemperie invernali e … “  Ho risposto al cortese Sindaco che il sottoscritto paga regolarmente le tasse per intero sulle due case e le utilizza solo 30 giorni l’anno circa e che,negli anni scorsi, alla richiesta di avere la legna per l’inverno (non di 50 quintali ma di 5-10 quintali!) mi è stato sempre detto che non mi spettava perché non ero residente. Ho concluso ribadendo che     “sono nato e vivo a Roma e non ho portato a Fano la mia residenza per evitare di  pagare le tasse sulla casa e avere agevolazioni, come hanno fatto altre persone”. Così si colpiscono sempre le persone che rispettano la Legge!  A questo punto, visto che è inutile  sbattere contro un muro di convenienze, ho deciso di mettere in vendita le mie due case, chiedendo scusa al mio adorato padre, cerquetano purosangue. A quando una vera, pacifica, equa convivenza fra i Cerquetani, residenti e non, e fra gli abitanti della frazione Cerqueto e gli abitanti del comune Fano?

Vittorio Guida