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Cerqueto InForma

Storia, cultura e vita di un paese

Il verbo nel dialetto cerquetano

verboDistricarsi nel panorama ingarbugliato delle voci verbali del nostro dialetto al fine di stabilire delle regole non è certo cosa facile, né inconfutabile. Diverse possono essere le prospettive di analisi, sia per quanto riguarda lo storico delle singole voci verbali, sia per ciò che concerne le influenze della lingua italiana come pure le interferenze delle altre lingue, interferenze verificatesi nel corso dei diversi secoli. In questo tentativo di sistemazione  ho preferito tener conto semplicemente di quella che è la situazione attuale  del dialetto (o meglio degli ultimi 50 anni) tentando di trovare un ordine  agevole per la parte più importante del discorso, il “verbum” appunto. continua →

Piccoli scrittori si presentano: fantasia e creatività alimentano il pensiero delle giovani generazioni

Laboriosità e creativitàCome mamma e come insegnante, assisto ad un crescente bisogno di attenzioni da parte dei bambini. In un mondo perennemente in evoluzione e pieno di contraddizioni, le nuove generazioni, dei cosiddetti “nativi digitali”, sembrano infatti confuse ed inconsapevoli verso una società fortemente condizionante ed uniformante.

La mia impressione è  che i ragazzi, in generale, e a prescindere dalla fascia di età di appartenenza, vivano una situazione tutt’altro che semplice. A differenza dell’epoca passata, vissuta da genitori e nonni, nella quale mancavano quasi del tutto mezzi di conoscenza e possibilità di studio per la  crescita umana e professionale, l’attuale fornisce una molteplicità di strumenti, in ogni campo, dal tecnologico al culturale – artistico.  Eppure, ora più che mai, bisogna stimolare il loro interesse continuamente… Pur di staccare dalle loro mani il maledetto cellulare con cui fanno praticamente di tutto, non si sa più cosa inventare. continua →

Inverno

    Dopo il temèprale

Inverno,
freddo e gelido.
Inverno,
come un leone in festa.
Inverno,
con la neve bianca e candida.
Inverno,
Poggio Umbricchio come un respiro.Ph. Giuseppe Bianchini

Inverno,
con il vento freddo e forte.
Inverno,
solo inverno.

              Angela  Pinciotti

La fata Morgana

La piccola principessaC’era una volta un bellissimo castello dove viveva una fata di nome Morgana. Era davvero bella: aveva dei capelli azzurri e una pelle delicata. Aveva anche un vestito blu e brillante.

Un giorno vide una principessa che raccoglieva le more. E le disse: <Ciao!Come ti chiami?> La principessa le rispose:<Mi chiamo Rapunzel> Morgana disse:<Facciamo un patto: se tu diventerai la mia padrona io dovro’ esaudire ogni tuo desiderio>. Rapunzel disse:<Va bene>La fata Morgana la portò al  suo castello fatato. Rapunzel era contentissima di poter  vivere con lei! La principessa allora, esprimendo  un desiderio, disse:<Oh fata, per favore vorrei delle ali!>Morgana rispose:<Ai tuoi ordini padrona!> E comparvero due belle ali! Erano rosa con fiori colorati e brillanti!Erano davvero belle! Bellissime! Rapunzel disse:<Grazie fata!> continua →

La tartaruga che non aveva amici

C’era una volta una tartaruga che viveva in una forestatarta

era sempre sola e triste

perché non aveva amici.

Un giorno d’estate andò a fare una passeggiata.

Mentre passeggiava incontrò una scimmietta

che le disse: “Vuoi essere mia amica?”

La tartaruga rispose: “Si!”

E iniziarono a camminare insieme,

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26 dicembre 2015 – PRESEPE VIVENTE a CERQUETO – 49a EDIZIONE

pre_cer_2015Il Presepe Vivente è organizzato dalla Pro-Loco di Cerqueto ed è giunto alla 49a rappresentazione.
Si svolgerà il prossimo 26 dicembre alle ore 18.30.
Durata 1 ora ed un quarto. Circa 150 personaggi.
Più prossima ad una vera e propria performance teatrale in un enorme scenario naturale, che al più comune “percorso narrativo” all’interno delle vie di un paese.
Attraverso uno schema teatrale a “quadri”, illustra alcuni tra i momenti più significativi della storia umana, secondo la descrizione che ne fanno le Sacre Scritture.
Ad interpretare la Madonna sarà Marta Di Cesare, mentre Gesù bambino sarà l’ultimo nato del paese e cioè Aaron Paolini e, infine, S. Giuseppe sarà interpretato da francesco Pisciaroli.
La voce narrante è di Carlo Orsini.
Annunziata Scipione, quasi novantenne artista naif teramana, di Azzinano (Tossicia), ha raffigurato la natività attraverso un dipinto (tecnica mista 40×30), fotografato e trasposto su manifesto per pubblicizzare la manifestazione.
piano_recital_pre_cerquetoSaranno allestiti dei punti di ristoro con prodotti tradizionali e bevande calde.
Cerqueto dista circa 25 km da Teramo ed è facile raggiungerlo se ci si dirige prima verso Montorio al Vomano per poi, da lì, prendere la statale n° 80 che porta verso L’Aquila. Il bivio, sulla sx, si trova a circa nove km da Montorio, appena oltrepassata la galleria di Piaganini.
La viabilità è garantita anche in caso di neve.

Negli ultimi anni la manifestazione, rara nella formula, ha incrementato la sua notorietà. A questo proposito riportiamo uno stralcio di un articolo apparso sulle pagine nazionali del quotidiano La Repubblica, a firma della nota giornalista Francesca Alliata Bronner, che, parlando del territorio e dei paesi del nostro Parco e dopo aver assistito a nostra insaputa alla rappresentazione dell’anno precedente, affermava tra l’altro “…NON PERDETE IL 26 DICEMBRE A CERQUETO, PAESINO ALLE FALDE DEL CORNO GRANDE, LA STRABILIANTE (E COMMOVENTE) RAPPRESENTAZIONE DELLA NATIVITÀ CON 200 FIGURANTI…”.

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Sostieni il Museo!

Proviamo ad immaginare  i giovani del futuro, anche di un futuro non molto lontano, solo  qualche decennio! Proviamo ad immaginare il tempo che scorre  inesorabilmente veloce, i nostri ricordi che svaniscono e si perdono da un anno all’altro. Proviamo ad immaginare il patrimonio  trasmesso dai nostri avi che si dissolve fino a scomparire. Proviamo ad immaginare tutto questo!
Chiediamoci cosa vorremmo lasciare a questi giovani, cosa sceglieremmo per loro come strumento che possa aiutarli a conservare e trasmettere il nostro e il loro patrimonio. Quali valori doneremmo loro?

Ognuno di noi può sicuramente fare qualcosa e  possiede qualcosa di utile e importante per soddisfare questa domanda.  E lo possiamo fare con il sostegno al museo, contribuendo alla valorizzazione, conservazione e arricchimento di un patrimonio culturale di straordinaria importanza per la comunità. Sostenere il museo significa sostenere un progetto che cerca di rappresentare e valorizzare al meglio il nostro territorio, il Gran Sasso, la sua secolare civiltà agricola e pastorale.  Affinché la missione del museo possa compiersi ognuno di noi può e deve delinearne un tassello vitale. continua →

Lavori in corso al museo

Statuine lignee - (Tradizioni a Cerqueto - Regione Abruzzo -aprile 1983)Con notevole ritardo, come purtroppo da consuetudine nella maggioranza delle opere pubbliche, sono quasi terminati i lavori di riqualificazione del museo etnografico di Cerqueto. Sarebbe meglio dire “la prima parte dei lavori”, in quanto restano da ultimare alcune opere.
Grazie al finanziamento PIT di 160.000 euro della Comunità Europea, e con 16.000 euro di cofinanziamento comunale, è stato possibile riqualificare lo spazio esterno ed intervenire solo in parte sull’arredamento degli interni.
Con la somma a disposizione, c’erano due alternative: utilizzarla per rendere da subito fruibili e sufficientemente accettabili gli ambienti, così da sistemarvi in modo definitivo gli oggetti e riaprire il museo senza dover fare in seguito altre grandi variazioni, oppure fare una scelta moderatamente più ambiziosa. Tentare cioè di rendere più interessanti gli spazi, ma rinunciando, fin dalla progettazione, all’idea che alla sua riapertura il museo sarebbe uscito fuori completato, pur se in modo appena decente, in ogni suo aspetto.
Abbiamo preferito questa seconda opzione (la quale richiedeva sicuramente più pazienza e coraggio) in quanto si vuole che il museo funzioni realmente, riesca cioè ad attrarre visitatori, ad avere orari stabili di apertura e chiusura e ad offrire percorsi piacevoli, allettanti ed originali. continua →

Il museo di Cerqueto arricchisce la sua collezione di strumenti musicali con un rarissimo piffero costruito in pietra della Majella dallo scultore Antonio Di Campli

Disegno di Vito GiovannelliZampogna e piffero sono aerofoni di considerevole importanza etnologica. Anche se oggi fanno parte di un  patrimonio musicale e culturale desueto, la loro morfologia  resta viva nella  memoria collettiva. Quando siano stati costruiti questi aerofoni di impiego prevalentemente pastorale  è  impossibile affermarlo con certezza. Il loro luogo di nascita pone tuttora problemi di  identificazione.  Le coordinate sulle loro origini non sono state ancora trovate. Nessuno, quindi, presumo è più in grado di dichiarare dove  siano stati realizzati i primi esemplari. Alcuni studiosi ipotizzano che siano nati in oriente, altri  sostengono in occidente.
Purtroppo, mancano le idonee  certificazioni per poter documentare luogo e data di nascita di entrambi gli strumenti.  Se si considera che tra le tre tipologie di pifferi uno dei più antichi è detto islamico si potrebbe propendere per l’oriente. Se fermiamo l’attenzione al centro Italia, area ricca di zampogne e di suonatori, sappiamo con certezza che in Abruzzo, oltre ai pifferi in legno sono stati foggiati, ultimamente, due pifferi in pietra: uno con venature chiare e uno con venature scure.
Conosciamo anche il nome del progettista: ( Aldo D’Anastasio) da Ortona e dell’ esecutore: (Antonio Di Campli), da Castelfrentano. Conosciamo anche il nome del musicista che ha suonato, per la prima volta, il piffero in pietra della Mayella: Mario Canci, di Chieti, che ha duettato con una zampogna cerquetana costruita da Giuliano Angelozzi, di Pianella.
L’operazione“pifferi in pietra” nasce per festeggiare la ripresa ad Ortona a Mare della tradizionale novena dell’Immacolata in occasione delle feste natalizie del 2014. Finora  l’unico aerofono in pietra custodito in un museo era un flauto policalamo peruviano conservato in Inghilterra nel Country museo di Merseyside,  contea inglese che ha come capoluogo Liverpool. Allo strumento conservato in Inghilterra deve ora essere aggiunto il piffero abruzzese costruito in pietra custodito nelle vetrine del Museo della civiltà pastorale di Cerqueto (Te) accanto alla zampogna cerquetana. continua →