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Cerqueto InForma

Storia, cultura e vita di un paese

Quando Internet è arrivato a Cerqueto …

Era il Novembre del 2007 quando a Cerqueto veniva ufficialmente aperta la commercializzazione del servizio ADSL.

Per chi non lo sapesse l’ADSL è la tecnologia di telecomunicazione che permette di accedere ad alta velocità ad Internet e questo fatto determina una vera e propria svolta nella capacità di fruire di tutti i servizi che sono collegati al web.

Non era per nulla scontato che ciò potesse avvenire così rapidamente considerando che ancora oggi, a fine 2010, ben 6 milioni di Italiani non hanno questa possibilità e per tale motivo si discute animosamente di un’ingiustizia chiamata “digital divide”, intendendo con questo termine la penalizzazione che subisce questa parte di popolazione esclusa dalla conoscenza, dalla comunicazione, dai servizi e dalle possibilità di sviluppo che Internet offre.    

Ma per quali motivi è così importante oggi Internet, e perché lo diventa ancor di più nei luoghi più “isolati” come Cerqueto la cui popolazione è costretta inevitabilmente a spostarsi per poter accedere anche ai beni ed ai servizi di base?

Internet è la più grande piattaforma di comunicazione che l’umanità abbia mai avuto. Dal punto di vista tecnico è la connessione di tutti i computer, ma nella pratica è la rete di tutte le persone, le aziende e le comunità che vi si collegano. La sua forza è nella universalità (è presente in tutto il mondo e l’acronimo www che viene messo davanti ad ogni indirizzo significa “world wide web” letteralmente “ragnatela di estensione mondiale”), nella semplicità di accesso alle informazioni e nella caratteristica intrinseca di interattività, cioè la possibilità di partecipare attivamente e non come invece avviene nei media tradizionali (Tv, Radio o stampa) che permettono una fruizione solo passiva.

Certo Internet può essere usata anche per scopi meno nobili, come diffondere notizie false e tendenziose, promuovere pubblicità ingannevoli e raggirare le persone con frodi o pratiche illegali. Ma a me piace pensare alla faccia “buona” di Internet, quella che permette di informarci come meglio vogliamo su ogni argomento, che ci permette di conoscere gli altri in qualsiasi parte del mondo, di capire da dove vengono e cosa pensano, di condividere esperienze, pensieri e idee con i nostri amici, di trovare soluzioni nuove a vecchi problemi, creare progetti impensabili ed anche entusiasmanti.

Pensate ad esempio a Wikipedia oppure a Google Earth; sono due “miracoli” nati dalla mente di alcune persone intraprendenti che sicuramente non avevano la minima idea dell’enorme successo che avrebbe avuto il loro progetto. Lo loro forza è stata proprio Internet, cioè aver messo a disposizione il loro lavoro gratuitamente a tutta la popolazione mondiale, senza chiedere in cambio nulla se non il fatto di aiutare a migliorarlo con il proprio contributo, anche modesto, ma che se messo insieme a quello degli altri, scatena una potenza senza limiti.

Internet rappresenta anche la speranza di una società ed una democrazia migliore, in quanto più trasparente e “partecipata” perché costituita da persone più informate, attive e capaci di controllare le azioni dei governanti, pronte ad esercitare consapevolmente il proprio diritto alla libertà di scelta.

Non per nulla molti la chiamano una “piazza virtuale” proprio perché questa piattaforma permette a tutti quelli che lo vogliano, di incontrarsi e scambiarsi idee e proposte.

Attraverso Internet c’è la possibilità di interagire direttamente a tutti i livelli (ad esempio, superando la timidezza potremmo scrivere direttamente al Presidente Obama, ricevendone certamente una risposta diretta personalmente a noi) ed in tal senso costituisce anche un potente veicolo di riscatto sociale.

Ed è per questo che Internet non piace molto ai “vecchi” poteri, alla nostra politica anziana ed arrogante, ed è fortemente censurato in quei paesi dove ha sempre vinto la propaganda di regime (politica ma anche industriale o religiosa). C’è chi l’ha chiamata la prima “arma di costruzione di massa” perché tutti quelli che ne fanno parte possono proporre un’idea, che immediatamente viene messa a disposizione degli altri ed è subito pronta a riceverne i contributi volontari per perfezionarla e migliorarla.

Internet ha infatti generato nella coscienza di molte persone, soprattutto le più giovani, un impulso alla libera partecipazione ai progetti, alla disponibilità di metter a fattor comune, anche gratuitamente, le proprie idee e le proprie capacità personali.

Ed è proprio questo meccanismo che fa si che quando arriva, Internet inevitabilmente cambia la vita delle persone, le rende più libere, indipendenti ma anche più consapevoli della loro potenzialità fino alla presunzione di poter in qualche modo anche “cambiare il mondo” …persino da un piccolo paese di montagna come Cerqueto.

C’è poi da considerare l’aspetto pratico della questione. Oltre alla possibilità di informarsi liberamente, i servizi disponibili su Internet che aiutano a migliorare la vita sono già numerosi e nel futuro saranno sempre di più. Malgrado l’Italia da questo punto di vista sia in forte ritardo nel panorama internazionale dei paesi evoluti, esistono già diversi servizi “al cittadino” quali la possibilità di acquistare e vendere beni, chiedere certificati, pagare bollette, consultare il conto corrente bancario o postale, fare bonifici o versamenti, visualizzare la propria posizione previdenziale, etc etc … il tutto senza muoversi da casa, in assoluta libertà e con enorme risparmio di tempo e denaro. E non è vero che tutta questa tecnologia comporti il rischio di essere “alienante” riducendo il contatto umano perché proprio quel tempo (e denaro) che risparmiamo utilizzando Internet, possiamo riutilizzarlo per coltivare i nostri hobbies, coltivare le nostre amicizie e aiutare il prossimo.

Ed anche se a molte persone anziane può sembrare di non essere in grado di entrare in confidenza con questa grande novità io vi invito a provarci perché, una volta che si supera la scoglio iniziale, quello che si apre davanti è veramente un “mare” infinito di possibilità.

Andrea Marafante